Giovedì 25 Aprile 2019
Nuovo scontro politico a S. Teresa: i Comitati di quartiere usati come "scudo"


Democrazia partecipata, quell'arrampicarsi sugli specchi e l'imbarazzo in Consiglio

di Andrea Rifatto | 09/04/2019 | POLITICA

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Gambadoro e Lo Giudice in Consiglio comunale

Nuovo scontro politico sulla democrazia partecipata a S. Teresa di Riva. A tirare fuori l’argomento in Consiglio comunale è stato l’esponente di minoranza Giuseppe Migliastro: “Una pagina molto buia per il nostro paese, si sta provando a far passare il messaggio che l’unico intento della minoranza sia quello di far perdere soldi alla collettività. Che vergogna! – ha esordito – la minoranza ha agito per garantire il rispetto delle regole e faremo il possibile per far emergere la verità; non si evince in nessun atto ufficiale che i cittadini siano stati consultati per decidere come spendere i soldi pubblici, quasi 100mila euro annui per due anni. La barzelletta dei Comitati di quartiere va raccontata ad altri, non a noi e nemmeno ai cittadini che vanno sempre rispettati e informati e non raggirati con la mistificazione della realtà. Ammesso e non concesso che fosse stato sufficiente chiedere a 54 persone in rappresentanza di 10mila cittadini, nemmeno questo è stato fatto, in nessuno dei verbali delle assemblee dei Comitati prodotti è presente una deliberazione sulla democrazia partecipata e non poteva essere diversamente visto che l’argomento non è mai stato posto all’ordine del giorno di nessuna assemblea dei sei Comitati. Quella trasmessa all’Assessorato Autonomie locali è carta straccia – ha detto Migliastro – ma la cosa ancor più grave è che in quest’aula, oltre me, siedono altri colleghi che hanno fatto parte dei Comitati di quartiere e nessuno di loro ha ancora aperto bocca per dire che non solo non hanno mai deliberato in merito ma addirittura non hanno mai trattato l’argomento”. Il riferimento è ai consiglieri di maggioranza Santino Scarcella e Rosario Pasquale, ex componenti dei comitati Ciumaredda-Portosalvo-Cantidati e Bucalo Sparagonà, oggi consiglieri di maggioranza.

“Non trovo motivazione alla vostra azione, non capisco quale obiettivo abbia l’esposto alla Procura della Corte dei conti se non quello di far eventualmente perdere risorse - ha replicato il sindaco Danilo Lo Giudice - l’Assessorato ha detto che tutto è stato fatto nel modo giusto, i Comitati di quartiere sono una forma di democrazia partecipata e la circolare che spiega come attuarla ha valore dal 2019 in poi, prima si poteva fare tutto quello che si voleva”. Il riferimento del primo cittadino è alla legge regionale 8/2018, che con l’articolo 14, comma 6, ha aggiunto all’articolo 6 della legge regionale 5/2014 l’obbligo dal 2019 per i comuni per i quali il valore dei trasferimenti da destinare alla democrazia partecipata superi 10mila euro di attivare gli strumenti di democrazia partecipata entro e non oltre il 30 giugno di ogni anno, mediante la pubblicazione sul sito istituzionale di un apposito avviso pubblico. Dunque la norma ha fissato un limite temporale e imposto l’obbligo di pubblicare l’avviso, ma era già previsto l’obbligo di coinvolgere la cittadinanza nelle scelte di bilancio, come spiegato dalla Circolare 5/2017.

“Voi sapevate di questi fondi?” – ha allora chiesto la consigliera di minoranza Lucia Sansone a Scarcella e Pasquale. Attimi di panico e smarrimento in Aula, anche sui banchi del sindaco. Scarcella, non senza evidente imbarazzo, si è limitato a dire che i Comitati non deliberavano nulla essendo solo organi consultivi, mentre Pasquale non ha compreso nemmeno di cosa si stesse parlando, cascando dalle nuvole. “Noi vogliamo far capire che quei fondi dovevano essere spesi consultando i cittadini, quantomeno tramite i Comitati – ha aggiunto Sansone – ma l’Amministrazione non ha mai interpellato neanche i Comitati”. Obbligo che secondo il sindaco invece non c’era. Nella discussione è intervenuta anche la responsabile dell’Area Finanziaria, Rosaria Gambadoro, che insieme al sindaco nel settembre 2017 ha firmato le dichiarazioni sulla spesa dei fondi destinati alla democrazia partecipata dell'anno precedente: “Io glielo ho chiesto a tutti i presidenti dei vari comitati, ho una raccolta di verbali e relazioni e richieste fatte dai Comitati” ha detto. Cosa abbia chiesto e soprattutto quando rimane un mistero, visto che non esiste nessun atto, nessun verbale di assemblea, nessuna dichiarazione in cui il Comune di S. Teresa pone ai sei Comitati di quartiere il semplice quesito: “Come volete siano spesi i 16mila 052 euro da utilizzare con forma di democrazia partecipata assegnati dalla Regione per l’anno 2016?”. Né tantomeno vi è traccia di uno o più documenti in cui i Comitati dicano che anziché 16mila 052 vogliano ne siano spesi 99mila 348 euro, cifra dichiarata alla Regione, per organizzare la festa della Primavera (49mila), la Notte Bianca (46mila 200) e il pranzo degli anziani (4mila 148). Le relazioni a cui fa riferimento Gambadoro, senza alcuna data e numero di protocollo (ad eccezione di quella di Portosalvo datata ottobre 2017 ma comunque senza protocollo e sottoscritta anche da Scarcella, dimessosi mesi prima e già consigliere comunale), a cui sono state allegate semplici segnalazioni che negli anni 2013-2017 i rappresentanti dei Comitati hanno inoltrato al Comune per una buca stradale piuttosto che una lampadina rotta, insieme ad articoli di stampa per dimostrare le attività svolte, non hanno nulla a che vedere con la democrazia partecipata. 


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