Venerdì 19 Luglio 2019
Domenico Cascio lascia la carica e accusa il sindaco di non averlo considerato


Fiumedinisi, si dimette il presidente del Consiglio: "Mortificato a fare il presentatore"

di Andrea Rifatto | 02/07/2019 | POLITICA

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L'ormai ex presidente Domenico Cascio

“Una decisione molto meditata e sofferta, assunta dopo sei mesi con riflessione, meditazione e tanta serenità, ma mi sento mortificato a rimanere a fare il presentatore in Consiglio comunale, soprattutto per l’impegno che avrei voluto dare alla comunità”. Il presidente del Consiglio di Fiumedinisi, Domenico Cascio, si è dimesso a sorpresa dalla carica nel corso dell’ultima seduta dell’assemblea cittadina. Lo ha fatto leggendo una lettera in cui ha spiegato che la sua decisione “scaturisce dalle difficoltà di realizzazione del programma amministrativo del 2017, dovute essenzialmente alle passività finanziarie ereditate dalla precedente amministrazione che impediscono la realizzazione di qualsiasi iniziativa di carattere generale e di prima necessità”, citando la manutenzione della viabilità, l’ampliamento del cimitero, la distribuzione di acqua potabile nelle contrade, l’assegnazione delle case popolari che rischiano di deteriorarsi perché chiuse. Cascio ha ringraziato gli elettori, gli amministratori e i dipendenti comunali che hanno risposto fiducia in lui, annunciando che rimarrà consigliere comunale per l’impegno assunto con la cittadinanza e di essere a disposizione dei consiglieri e dell’Amministrazione per la risoluzione delle problematiche. “Rimango in maggioranza e deciderò in seguito i rapporti da tenere con i miei colleghi – ci ha specificato l’ex presidente questa mattina – la mia non è una rottura come qualcuno che mi invita a dimettermi da consigliere vuole far passare ma un’azione volta a spronare l’Amministrazione per dare una sterzata all’azione politico-amministrativa, non ho bisogno di una cattedra nè tantomeno pretendevo posti in Giunta".

“Strada facendo qualcosa non è andato come avevo pensato” – ha detto rivolgendosi ai consiglieri, ricordando di essere stato invitato a far parte della compagine elettorale, risultata vincente, in virtù della propria esperienza politico-amministrativa per potere affiancare il sindaco nel suo cammino, persona nei cui confronti aveva deposto tanta fiducia sin dal 2011. “Confidavo in un maggior coinvolgimento nel cammino politico-amministrativo del Comune, essendo un funzionario della Regione siciliana, avendo competenze in agricoltura (per ben 33 anni) ed essendo, al momento, alle dipendenze dell’Assessorato alle Infrastrutture, con cui il Comune interagisce. Mi sento mortificato a rimanere a fare il presentatore in Consiglio comunale, soprattutto per l’impegno che avrei voluto dare alla mia comunità. Non mi sono mai tirato indietro di fronte a qualunque tipo di lavoro, anche manuale – ha proseguito – evidentemente il sindaco non ha potuto o ha fatto una scelta politica in tal senso. Non c’è alcun rancore nei confronti dell’’amico Giovanni’, verso il quale ripongo stima e fiducia, in quanto lo considero un valido amministratore, anche se, a mio parere, molto individualista. Nella mia vita professionale non mi sono mai tirato indietro di fronte a qualunque tipo di lavoro, se non viene richiesta la mia competenza, soprattutto perché lavoro all’Assessorato Infrastrutture, ritengo superfluo continuare da presidente del Consiglio”.

“Non comprendo queste dimissioni, sono sempre stato disponibile su tutto – ha replicato il sindaco Giovanni De Luca – rispetto, comunque, la decisione, ma preciso che il programma amministrativo va realizzato nell’arco di una legislatura. In ogni caso, ritengo contraddittorie queste dimissioni, perché da un lato viene affermato che il programma elettorale non viene realizzato perché non ci sono i fondi, ma dall’altro che il presidente dichiara di restare a disposizione dell’Amministrazione per la risoluzione delle problematiche. Voglio sforzarmi a interpretare questo gesto come stimolo per fare meglio, accontentare tutti è impossibile, avendo ciascuno di noi delle peculiarità caratteriali differenti. Quello che si può tentare di fare è smussare gli angoli”. “Se le motivazioni sono queste – ha aggiunto la vicepresidente Angela Gugliotta – allora il presidente doveva consigliare a tutti i consiglieri di abbandonare. Non ha senso dimettersi da presidente e restare in Consiglio”.

Dalla minoranza il capogruppo Tino Cannetti ha evidenziato di non condividere l’atteggiamento del presidente: “Si sapeva sin dalla campagna elettorale che vi erano difficoltà economiche e che non si potevano fare miracoli, nelle campagne elettorali si dice di tutto, vi vuole onestà intellettuale, siamo all’antitesi della politica. Voglio debellare tali comportamenti miranti ad ottenere delle cose, anche io ho le mie colpe e le ho sempre ammesse. Su questa decisione sono rimasto deluso. Noi della minoranza vogliamo restare uniti e compatti e adoperarci per Fiumedinisi, siamo sempre a disposizione, gestire il Consiglio è un ruolo politico, abbiamo deciso di adottare una linea soft, però efficace, se dobbiamo collaborare lo facciamo”. Cannetti ha comunque chiuso le porte ad eventuali cambi di schieramento. Per il collega Vito Buongiorno “queste dimissioni si possono etichettare come politiche: se l’intenzione è snaturare la figura del presidente del Consiglio, in ogni caso, non c’è coerenza con il restare in carica da consigliere”.

 


COMMENTI

Massimo | il 02/07/2019 alle 21:15:55

Al di fuori della compagine amministrativa e difficile comprendere le dimissioni , ma se il sig Cascio non se la sente di fare più il presidente del consiglio questo non significa che non può continuare a fare il consigliere , anche perchè i ruoli sono diversi e meno impegnativi ,comunque io vedrei di buon occhio il consigliere Cannetti a ricoprire il ruolo lasciato libero , esperienza , professionalità, coerenza , proprio tutti titoli per fare una maggioranza allargata .magari a meno pretese del consigliere Cascio .

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