Sabato 14 Dicembre 2019
La notizia emersa ieri in Consiglio. Monta la rabbia tra chi ha svolto il servizio


I bagnini di S. Teresa non possono essere pagati dal Comune: "Presi in giro da mesi"

di Andrea Rifatto | 29/11/2019 | POLITICA

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Il confronto tra Lo Giudice e Migliastro

Non vedranno un euro ancora per molto tempo i 22 bagnini impegnati in l’estate nel servizio di salvataggio sulla spiaggia libera di S. Teresa di Riva. La brutta notizia l’hanno appresa ieri sera in Consiglio comunale, dove l’argomento è stato tirato fuori dal consigliere di minoranza Giuseppe Migliastro, che dopo essersi consultato nei giorni scorsi con la dirigente dell’Ufficio Ragioneria, Rosaria Gambadoro, ha appreso come non sarà possibile liquidare le somme direttamente agli addetti al salvataggio, attuando quella procedura sostitutiva che già a settembre il sindaco Danilo Lo Giudice aveva prospettato come soluzione visto che le somme da versare al Corpo Volontario di Soccorso in Mare, ossia 28mila 581 euro, sono state bloccate da Equitalia con una cartella esattoriale da 26mila euro. “I tempi si allungheranno – ha evidenziato Migliastro – inutile alimentare aspettative, è giusto che si sappia come stanno le cose visto che i bagnini attendevano a giorni la liquidazione delle somme. A mio avviso – ha aggiunto – ci sono anche colpe del Consiglio, che non ha accolto la mia proposta avanzata ad aprile di svolgere in house il servizio senza rivolgersi a ditte esterne, e dell’Amministrazione che non ha chiesto nel bando di fornire una dichiarazione sull’assenza di pendenze con l’Agenzia delle Entrate”. Tra i bagnini, molti presenti ieri sera, è montata la rabbia non appena scoperto l’inghippo, perché si sentono presi in giro da mesi in quanto nelle scorse settimane avevano consegnato tutta la documentazione al Corpo Volontario di Soccorso in Mare per ottenere i rimborsi spese come volontari, convinti che avrebbero ricevuto almeno un acconto dal Comune. E invece si è scoperto ieri che l’intera somma è bloccata, in quanto è scattato il pignoramento presso terzi da parte di Equitalia.

“La questione mi sta a cuore, per me non è un argomento scomodo e avevamo individuato la soluzione, anche se non eravamo obbligati, per senso di responsabilità nei confronti dei ragazzi – ha detto il sindaco – ma non abbiamo ricevuto in tempo la richiesta di liquidazione dall’associazione. La ragazza si è presentata in Comune qualche giorno dopo la notifica del pignoramento – ha detto il sindaco riferendosi alla referente del Corpo Volontario di Soccorso in Mare – ma una volta arrivato il pignoramento c’è ben poco da fare, noi non possiamo pagare e loro non possono chiedere le somme”. Una volta appresa dal Comune la notifica del pignoramento, il Cvsm ha quindi presentato ricorso contro il pignoramento, affidandosi all’avvocato tributarista Davide Settimo di S. Teresa, e di positivo c’è al momento che il giudice ha accolto la sospensiva e i 28mila 581 euro sono quindi congelati nelle casse del Comune, in attesa dell’udienza di giugno 2020. Parallelamente è stato presentato ricorso alla commissione tributaria ed entro gennaio si saprà se la cartella verrà annullata, con la decadenza del pignoramento che potrebbe quindi portare ad una liquidazione parziale. “Diversamente io non ho che fare – ha ribadito il sindaco - sono vicino ai ragazzi, non ho alimentato aspettative e mi dispiace ma noi abbiamo fatto il possibile e non abbiamo colpe”,. Poi, rispondendo a Migliastro, ha fatto presente come svolgere direttamente il servizio presenti difficoltà tecnico-giuridiche perché troppo delicato e che al momento dell’affidamento dell’appalto la ditta non aveva pendenze con il fisco.

Più informazioni: pagamento bagnini s. teresa  


COMMENTI

fausto parra | il 30/11/2019 alle 07:49:23

Proponiamo dunque che il sindaco Danilo Lo Giudice, che è anche parlamentare regionale, e gli assessori della sua giunta utilizzino le indennità che ricevono mensilmente versando le spettanze direttamente ai bagnini: sul totale dell’affidamento del servizio di salvataggio, pari a 28mila 581 euro, circa la metà, 14-15mila euro, è la parte destinata agli addetti. Dunque potrebbero essere sufficienti un mese o poco più di indennità di Lo Giudice da deputato Ars (circa 10mila euro netti mensili) e un mese delle indennità degli assessori. Somme che potrebbero essere donate al Comune o direttamente ai guardaspiaggia: sarebbe un bel gesto nei confronti di concittadini che hanno garantito il servizio, apprezzato dai bagnanti sia del posto che turisti, e contribuito a migliorare l’immagine del paese, per ovviare alle vicissitudini dell’associazione affidataria che si ritrova con pochi euro in cassa e non è in grado di pagare i propri soci. E magari anche un modo per ovviare ad alcune anomalie presenti nel bando di gara del servizio e che hanno contribuito a generare la problematica del mancato pagamento.

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