Giovedì 22 Agosto 2019
I progetti di Filippo Ricciardi, responsabile organizzativo. E sul decreto Sicurezza...


"La bandiera della Lega in ogni comunità messinese e un distintivo per i militanti"

12/01/2019 | POLITICA

1121 Lettori unici | Commenti 2

Foti, Cantarella, Lo Monte, Francilia, Ricciardi e Attaguile

Da poco responsabile organizzativo della Lega per la provincia di Messina, Filippo Ricciardi, ex sindaco e attuale assessore di Limina, ha radunato nei giorni scorsi sostenitori e simpatizzanti in un hotel di Sant’Alessio. Con lui a dare il saluto ai circa 300 presenti, tra cui numerosi amministratori locali del comprensorio e anche di fuori provincia, si sono susseguiti gli interventi dei sindaci con in testa il primo cittadino ospitante, Giovanni Foti, che ha portato i saluti della sua comunità esprimendo anche i disagi del suo territorio, che si possono coniugare con quelli dell'intero comprensorio. Al tavolo dei relatori, oltre Ricciardi, eerano presenti Matteo Francilia, responsabile per gli Enti Locali della Lega messinese e sindaco di Furci; Fabio Cantarella responsabile Enti Locali Sicilia e assessore al Comune di Catania; l’onorevole Angelo Attaguile, ex deputato della Lega  e l’onorevole Carmelo Lo Monte, attuale deputato alla Camera del partito di Matteo Salvini. Numerosi i contributi emersi dall’incontro, tra tutti non è sfuggito quello che ha dato Lo Monte, il quale ha ripercorso i punti più importanti della recente storia politica dell’Isola ma anche dell’Italia fino a giungere al passaggio cruciale incentrato sul tema dello Statuto autonomistico siciliano, rimasto sempre sulla carta e mai attuato. Il suo è stato un accorato appello a tutti al fine di organizzare con la Lega ogni sforzo per far sì che si possa cambiare passo in Sicilia, annunciando di essere pronto per affrontare una battaglia identitaria per la Sicilia e contro il “centralismo romano”.

“Il mio incarico arriva in un momento cruciale in Sicilia – spiega Filippo Ricciardi – ove la Lega si sta organizzando con alla guida un valido e collaudato pioniere del partito, il senatore Stefano Candiani, che ringrazio pubblicamente per la mia nomina e per il lavoro che sta svolgendo. Per ogni provincia e su tutto il territorio nazionale la Lega ha previsto un responsabile organizzativo con il preciso compito di organizzare appunto il partito: io voglio chiudere il tesseramento al più presto e partire con le attività sul territorio, a contatto con la gente, ponendo una bandiera della Lega in tutte le comunità per spronare le istituzioni a dare le giuste risposte alle tante esigenze che ha il nostro territorio e chi lo vive. Naturalmente tutto di concerto con Carmelo Lo Monte, Matteo Francilia, Fabio Cantarella, Igor Gelarda (anche lui Responsabile Enti Locali Lega Sicilia) e naturalmente col commissario Candiani. Le Europee sono di estrema importanza per il futuro dell’Italia e della Lega e dobbiamo essere pronti prima possibile”.

“Chi mi conosce bene sa come affronto gli impegni e perseguo gli obiettivi – prosegue Ricciardi – di certo da soli non si va nessuna parte, quindi piaccia o no, chi ci ha messo la faccia e ha dato il sangue finora, senza nulla a che pretendere, verrà munito di ‘distintivo’. Non parliamo di chissà quante persone, ma di certo quelle giuste, che non possono affrontare una campagna elettorale molto dura come quella del 26 maggio a mani nude, il disagio che hanno nel portare avanti le svariate attività in tutte le realtà della provincia non è più sostenibile da parte loro. Lo capisco molto bene e l’ho vissuto sulla mia stessa pelle. Andranno avanti uniti con compiti specifici, categoria per categoria, zona per zona, area per area, con un distintivo che passo dopo passo si sono guadagnati sul campo e che dovranno continuare a conquistare e mantenere col duro lavoro che ci attende nei prossimi mesi”.

Non manca un passaggio sul Decreto Sicurezza firmato da Salvini: “Ci sarebbe da parlare per ore: inaudito come si possa pensare di potere continuare a vivere in un’Italia capovolta e che il nostro Matteo Salvini sta cercando di raddrizzare con tutte le sue forze. Il concetto semplice quanto valido e imprescindibile “Prima gli italiani” spesso viene strumentalizzato e tacciato come razzista. Niente di più falso. Mettere ordine al serio problema che da molti anni affligge l’Italia, che si chiama sicurezza e che fa parte della vita di tutti i giorni degli Italiani e di quanti vogliono vivere serenamente in questo meraviglioso Paese, non è sinonimo di razzismo. Aiutare certamente chi proviene da nazioni che in questo momento sono sprofondate in guerre e tragedie umanitarie, con regole certe e sicure di inserimento nella nostra Italia, è sacrosanto –evidenzia Filippo Ricciardi –  come è altrettanto sacrosanto provvedere ad organizzare l’inserimento di questi in una Italia più sicura ed accogliente per tutti. I sindaci ribelli di queste ore, peraltro un manipolo (Palermo, Napoli, Firenze e qualche altra città) farebbero meglio a cercare di risolvere i problemi gravi e annosi delle loro città (compresi quelli degli stessi immigrati irregolari) invece di innescare polemiche pretestuose finalizzate a raccattare consensi che ormai non possiedono più. Come dice Salvini: la pacchia è finita… 


COMMENTI

fahrenheit | il 12/01/2019 alle 18:32:59

Una squadriglia di opportunisti politici, persone prive di principi e ideali folgorati sulla via di Damasco dal supercafone Salvini.

Andrea Farruggio | il 13/01/2019 alle 09:30:11

Fino a qualche anno fa vi e ci insultavano Terroni ed insulti affini.... Adesso per la sete di potere siete a leccargli i piedi....... Complimenti

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