Martedì 22 Ottobre 2019
Il primo cittadino replica alle richieste del circolo dei Dem su indennità e deleghe


Nizza. Di Tommaso e i diktat del Pd: "Non possono dirmi cosa fare"

di Gianluca Santisi | 29/01/2015 | POLITICA

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Il sindaco di Nizza di Sicilia Giuseppe Di Tommaso

Avanti a piccoli passi ma l'impressione è che difficilmente il circolo del Pd di Nizza di Sicilia e il sindaco Giuseppe Di Tommaso troveranno la strada giusta per un affrontare un percorso politico condiviso. Del resto, non è affatto semplice mettersi di colpo alle spalle quasi quarant'anni di scontri. Dopo il congresso cittadino di qualche settimana fa, al quale hanno partecipato anche il sindaco Di Tommaso e alcuni suoi fedelissimi in qualità di iscritti al Pd, le parti hanno deciso di incontrarsi per cercare di trovare un'intesa e rendere meno problematica questa insolita convivenza. Al vertice hanno partecipato il segretario del Circolo, Franco Parisi, il sindaco Di Tommaso, l’assessore Salvatore Bruno, il consigliere di minoranza Francesco D’Amico, e i componenti del circolo Carlo Barbera, Maurizio Barbera, Maria Elena Carbone, Giovanni Coledi, Nino Leone, Mariella Russo, Vicky Seesunkur. Di Tommaso ha indicato nella chiarezza, nella lealtà e nel rispetto della volontà democratica, la via da percorrere per affrontare una situazione “antica”, offrendo piena disponibilità ad una collaborazione affinché il Pd possa essere utile al paese. Parisi, nel far presente le difficoltà date da questa situazione, gli ha subito chiesto dei segnali forti che “possano dare il segno del cambiamento e che possano fare da apristrada ad una stagione di vero confronto e collaborazione”. Segnali che, in concreto, sarebbero rappresentati dalla rinuncia immediata alle indennità di carica per tutti gli amministratori e dall'assegnazione agli assessori delle deleghe al Bilancio e al Territorio, “in modo da avere dei responsabili politici certi”. Un approccio deciso che rende davvero difficile la ricerca di un'intesa. Senza contare che in questo momento i rapporti di forza pendono chiaramente dalla parte del sindaco, che non ha certo bisogno del Pd per governare il paese. Ecco perché Di Tommaso non accetterà le richieste. “Se il gruppo storico del Pd smette di arroccarsi su posizioni preconcette possiamo discutere e confrontarci su temi importanti per la nostra cittadina, ma è chiaro che non possono dirmi cosa devo o non devo fare”. In sostanza, il messaggio è chiaro: o il Pd ammorbidisce i toni, senza altri diktat, o si torna tranquillamente amici come prima. Anzi, visti i trascorsi, sarebbe meglio dire... nemici come prima.

Più informazioni: pd nizza  


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