Domenica 25 Agosto 2019
Brigandì e De Filicaia sollevano dubbi sul ruolo che 'Cambia Nizza' avrà in Consiglio


Nizza di Sicilia. "Maggioranza e minoranza sono dello stesso colore"

di Andrea Rifatto | 28/07/2014 | POLITICA

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De Filicaia e Brigandì, ex consiglieri di "Libera Nizza"

Ad oltre un mese dalla pubblicazione della sentenza che ha messo la parola fine alla vicenda giudiziaria sull’assegnazione dei seggi spettanti alla minoranza consiliare di Nizza di Sicilia, il gruppo “Libera Nizza”, defenestrato dal civico consesso, ha analizzato i fatti traendo le proprie conclusioni politiche. Mimma Brigandì e Aurora De Filicaia, rimaste fedeli alla compagine che alle amministrative del 2012 sostenne la candidatura a sindaco della stessa Brigandì, esprimono rincrescimento per la decisione del Consiglio di giustizia amministrativa, giudicata “una beffa che ha avuto una gestazione molto lunga, ben quattro mesi e mezzo da quando i giudici si sono riuniti per discutere il ricorso. Un tempo stranamente troppo lungo – scrivono – per la prassi che solitamente viene seguita per le sentenze elettorali”. Ma ciò che “Libera Nizza” vuole evidenziare è ben altro: Brigandì e De Filicaia sollevano dubbi sul ruolo che i consiglieri del gruppo “Cambia Nizza”, reintegrati a svolgere il ruolo di opposizione, avranno all’interno dell’assise nizzarda. “Il ritorno in Consiglio comunale del gruppo “Cambia Nizza” – sottolineano – riunisce maggioranza e minoranza sotto lo stesso colore politico, perché come tutti sanno, il sindaco, parte della giunta e alcuni consiglieri di maggioranza hanno la tessera del Partito Democratico”. Il riferimento va alla recente adesione del primo cittadino Giuseppe Di Tommaso e di altri esponenti politici di maggioranza al Pd, partito di cui sono espressione quattro dei cinque consiglieri di “Cambia Nizza”, con in testa l’ex candidato sindaco e attuale dg dell’Agenzia nazionale giovani Giacomo D’Arrigo. Secondo “Libera Nizza” tutti i cittadini si chiedono come agiranno i consiglieri di minoranza, considerando l’affinità politica tra i due schieramenti all’interno del partito di Matteo Renzi.
Tornando nel merito del provvedimento, che ad un anno dall’ingresso in Consiglio del gruppo della Brigandì ha ribaltato la decisione del Tar, i due ex consiglieri sostengono che “la sentenza del tribunale amministrativo etneo era stata chiara, con precisi riferimenti normativi e non interpretativa, non lasciando spazio alla possibilità che un successivo grado di giudizio avrebbe potuto smentirla”. “Il Tar aveva sostenuto – spiegano – che nelle due schede esaminate in sede di appello l’espressione del voto era contraddittoria, in quanto i nomi di due candidati della lista “Cambia Nizza”, D’Arrigo e Ciatto, non erano stati scritti nel riquadro della propria lista e quindi i due voti, in base alla normativa, erano nulli. Il Cga di Palermo – prosegue la nota – sostenendo invece una tesi interpretativa della volontà dell’elettore e facendo riferimento ad un caso simile, avvenuto nel 2010, ha attribuito le due schede annullate dal Tar alla lista “Cambia Nizza”, che è passata così da 663 a 665 voti, mentre “Libera Nizza” è rimasta a 664”. E sulla decisione di non costituirsi al Cga contro l’appello proposto dai consiglieri di “Cambia Nizza”, Aurora De Filicaia spiega che la scelta è stata dettata sia dalla certezza che l’esito del procedimento al Tar non venisse ribaltato che dalla difficoltà di sostenere delle spese legali non indifferenti.
“Siamo disponibili al dialogo e al confronto e a collaborare con quanti vorranno unirsi a noi: continueremo a lavorare per il paese anche al di fuori del Consiglio comunale – concludono Brigandì e De Filicaia – legittimati dalla volontà dei cittadini, perché non si può pensare di fare programmi e progetti solo in prossimità delle elezioni. L’impegno vero è quello quotidiano e disinteressato di chi non cerca la poltrona o il beneficio personale, ma di chi si mette al servizio del proprio paese, solo ed esclusivamente per perseguire il bene comune”.

Più informazioni: libera nizza  politica nizza  


COMMENTI

Pippo Sturiale | il 30/07/2014 alle 08:28:25

Ma perchè al parlamento nazionale è cosa diversa!? PD e FI, i renzusconi, non stanno, insieme, seppellendo la democrazia: vogliono decidere all'interno, in barba agli elettori, chi li deve affiancare e, senza protestare, UBBIDIRE. Vogliono un parlamento di nominati! È giusto che la chiamino riforma; infatti si tornerà al Medioevo con regnanti, principi, vassalli, valvassori e valvassini e ... servi della gleba ....... e Renzi doveva risollevare il PD!? ... a me pare sia il canto del cigno!

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