Martedì 22 Ottobre 2019
L'assessore pugliese saluta e racconta la sua esperienza nel più piccolo comune del Sud


Roccafiorita, lo "straniero” D’Attis: "Imparata qui la dimensione umana della politica"

di Emilia Mazzullo | 26/04/2018 | POLITICA

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L'ultima seduta del Consiglio comunale

A Roccafiorita, il più piccolo comune del Mezzogiorno d’Italia, si è svolto l’ultimo Consiglio comunale prima delle elezioni amministrative, a cui hanno partecipato, oltre ai consiglieri, la Giunta con il sindaco Santino Russo, il vicesindaco Concetto Orlando e l’assessore Mauro D’Attis, neo eletto alla Camera dei Deputati. L’onorevole D’Attis, deputato pugliese di Forza Italia, durante la sua carriera politica “Da Brindisi a Bruxelles, passando per Roccafiorita”, così come l’ha definita, ha sottolineato l’importanza di aver fatto parte ad una piccola amministrazione come quella del comune di Roccafiorita, dove è stato assessore una prima volta nel 2016 e poi da metà 2017 a oggi. Negli anni, ha rivestito ruoli importanti in una città impegnativa come Brindisi. Poi ha anche assunto cariche di livello nazionale con l’Anci e di livello europeo a Bruxelles, rappresentando sempre le istanze degli enti locali e dei cittadini, ancora più direttamente quando ha ricoperto il ruolo di vicesindaco di Brindisi e di consigliere comunale di maggioranza e opposizione.

“Roccafiorita mi ha dato la dimensione umana della pubblica amministrazione della politica – ha detto congedandosi – un comune così piccolo ma così fortemente identitario, che ti riporta con i piedi per terra anche nella gestione amministrazione delle piccole cose. Ricordo ancora la prima delibera approvata in Giunta, che riguardava la manutenzione straordinaria dello scuolabus. Uno scuolabus che per Roccafiorita diventa vitale in quanto porta i bambini al comune limitrofo, dove ci sono le scuole. Parliamo di piccole cifre, di piccoli interventi rispetto a quelli che sono abituato a vedermi passare davanti, ma capisci in questa realtà che dai piccoli numeri si fanno poi le grandi cose. Roccafiorita, dunque, mi ha dato la dimensione umana della politica e la dimensione umana della pubblica amministrazione. E penso che, a chiunque debba svolgere incarichi importanti nella Pubblica Amministrazione, forse un’esperienza in una realtà come questa gli farebbe pure bene”. Riguardo la volontà di accorpare i piccoli comuni, D’Attis evidenzia due aspetti da non confondere: quello socio-politico e quello amministrativo. “L’identità di una comunità, soprattutto in Italia, va sempre salvaguardata perché dietro di essa c’è una storia, ci sono dei ricordi, ci sono anche culture che vanno tutelate. Diversa è la questione della gestione amministrativa, che deve considerare anche i tempi che ci vedono impegnati a dover ridurre al massimo i costi e a rendere efficiente la Pubblica Amministrazione. Non c’è nulla di strano ad accorpare dal punto di vista amministrativo, nella gestione di determinate funzioni, alcuni comuni piccoli, centralizzandone la gestione. Diverso è cancellare da una mappa geografica un nome di un comune perché, dietro di esso, spesso ci sono battaglie, ci sono sacrifici e ci sono anche riferimenti valoriali che non vanno assolutamente cancellati. L’Italia è fatta di tanti piccoli Comuni, è fatta di tanti piccoli dialetti, di tanti piccoli piatti che mangiamo o a pranzo o a cena, e soltanto per tutto ciò, l’Italia, pur essendo un Paese fatto di tante piccole cose, è un gran Paese”

L’onorevole in questi ultimi due anni si è molto affezionato a Roccafiorita. Sicuramente la prima cosa che colpisce è il calore umano di una comunità che definisce fantastica: “Questo calore umano si esprime, per quanto mi riguarda, in un particolare evento che è quello delle cerimonie legate alla Madonna dell’Aiuto, la festa principale. Per me – dice l’assessoe –  è diventato un appuntamento fisso, non solo perché osservo la religione, ma anche perché, proprio in quei giorni, esplode questa carica umana di Roccafiorita con migranti che vivono all’estero e ritornano in questa occasione. Roccafiorita è la storia in piccolo del nostro grande Paese, di una terra incredibilmente bella come la Sicilia, carica di storia, di problemi ma anche di tanta voglia di superarli, del Sud che tutti ci invidiano nonostante abbiamo una valanga di problemi, in generale nel nostro Paese, che rimane ancora il bel Paese, nonostante gli italiani stanno tentando di rovinarlo”. L’insegnamento che dona ai giovani che vorrebbero accostarsi alla politica, ma, sono sfiduciati dalla politica insana, è quello di combattere le cattive pratiche e imporre quelle buone, ottenendo il consenso dalla gente, “combattendo con coltello tra i denti, come si fa in una vera e propria battaglia. E non stando lì ad aspettare, a commentare su Facebook inutili post che restano nel virtuale. La realtà è fatta di battaglie.  Bisogna combattere, soprattutto i giovani, non possono stare seduti ad aspettare che qualcuno gli risolva il problema. Io in questi 24 anni di carriera amministrativa e politica ho sempre fatto questo. Consiglierei ai giovani di andarsi a vedere il mio profilo, come il profilo di molti altri, per vedere cosa ho fatto in questi anni per essere poi deputato. Come ho detto una volta in uno slogan per una mia candidatura ci vuole passione e tecnica. Ci vuole passione per la politica, per questa attività che è straordinariamente bella, ma è straordinariamente difficile  e brutta in alcuni casi perché è difficile da gestire. Ma oltre la passione, che non basta, ci vuole la tecnica, cioè la conoscenza. Allora i giovani, oltre ad appassionarsi alla politica e a questo obiettivo alto di cambiare le cose della propria città, della propria regione, del proprio paese, come sta capitando a me in questo caso, devono prepararsi, studiare, conoscere, ed evitare di fare come fanno molti che parlano di cose che non conoscono e pensano soltanto di fare i titoli sui giornali o i post su Facebook che raccolgono 50 inutili mi piace”.                             


COMMENTI

Giovanni | il 27/04/2018 alle 00:24:33

un paese che fra 20 anni sarà sotto gli 80 abitanti, meglio che diventi frazione eliminando spesa per sindaco giunta consiglieri e comune

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