Mercoledì 22 Gennaio 2020
Il Tribunale dà ragione al Comune. La minoranza: 'Piano di rientro esitato senza garanzie'


Roccalumera, debito Ato: annullate ingiunzioni per 800mila euro

di Redazione | 16/01/2016 | POLITICA

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Il Consiglio comunale di Roccalumera

Il Tribunale di Messina ha revocato due ingiunzioni di pagamento emesse su richiesta dell’Ato Me4 nei confronti del Comune di Roccalumera per il pagamento dei servizi che sarebbero stati espletati dall’azienda negli anni scorsi senza il relativo pagamento. Il contenzioso era stato avviato dalla società d’ambito, che gestisce la raccolta dei rifiuti, la quale aveva chiesto ed ottenuto due ingiunzioni per oltre 800mila euro in danno del Comune, il quale si era opposto a tali richieste facendo scaturire una causa innanzi al Tribunale peloritano. A dare notizia della revoca, risalente al settembre scorso, sono stati oggi i consiglieri comunali di minoranza, che in una nota hanno evidenziato come l’Ato sia stata inoltre condannata a pagare le spese del procedimento, pari a 9mila euro, “benché in Consiglio comunale l’Amministrazione abbia dichiarato improvvidamente l’esatto contrario”.

“La maggioranza nel luglio 2013 ha approvato in Consiglio comunale il piano di rientro con l’Ato Me4, riconoscendo la somma di oltre 2,5 milioni di euro ed affermando che la scelta era obbligata per evitare il dissesto finanziario del nostro ente – spiega il gruppo formato da Rita Corrini, Giuseppe Melita, Maria Grazia Saccà, Antonella Totaro e Ada Maccarrone –: nulla di più falso, perché la parte più consistente di tale presunto debito era stata contestata nelle opportuni sedi giudiziarie da parte della precedente Amministrazione. In tale occasione e successivamente il 7 novembre 2013, allorquando il piano di rientro è stato rimodulato, la minoranza chiedeva di fare salvi gli eventuali effetti delle sentenze che sarebbero state emesse nei due giudizi tra il Comune di Roccalumera e l’Ato. Successivamente – proseguono nella nota – è stato il Comune a contestare, questa volta davanti al Tar di Catania, l’importo delle fatture emesse dalla società d’ambito per le altre annualità, che ammontavano ad oltre 1,3 milioni di euro”. La soluzione prospettata dal piano di rientro non convinceva però i membri dell’opposizione roccalumerese, in quanto la Regione avrebbe prestato al Comune 2,5 milioni da versare all’Ato e da restituire entro dieci anni. “Non vi era, però nessuna garanzia – evidenziano – che l’Ato, essendo in liquidazione, restituisse le eventuali maggiori somme incassate in caso di esito favorevole al Comune dei suddetti giudizi. Ecco perché, a nostro avviso, contrariamente a quanto sostenuto ed approvato dalla maggioranza e dall’Amministrazione, o si prevedevano garanzie per la restituzione delle eventuali maggiori somme versate o si avviava una trattativa con la società d’ambito, in modo tale da addivenire, prima della definizione delle controversie e della sottoscrizione del piano di rientro, ad un accordo transattivo con un abbattimento del debito”. Corrini, Melita, Grazia, Totaro e Maccarrone rilevano come adesso, dopo aver già pagato 1,5 milioni di euro alla società d’ambito, tocchi all’Amministrazione illustrare tutte le iniziative adottate e/o che intende adottare in relazione ai contenziosi ancora in itinere, in maniera da evitare che la rimanente parte di tale ingente debito sia saldato ingiustamente dai cittadini di Roccalumera.” Così facendo si potrebbe beneficiare di quella tanto sospirata diminuzione delle imposte – evidenziano i cinque consiglieri – il cui aumento, a quanto pare, poteva essere meno aspro, specie in un momento di congiuntura economica sfavorevole come quello attuale. Non siamo né insipienti né farneticanti – concludono – informiamo semplicemente i cittadini, piaccia o no a qualcuno!”

Più informazioni: minoranza roccalumera  


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