Martedì 10 Dicembre 2019
A sei mesi dall'ok in Consiglio nessun atto sulle barriere architettoniche


S. Teresa. Mozione disattesa dal sindaco, Di Ciuccio: "Fatto grave"

di Andrea Rifatto | 06/11/2013 | POLITICA

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Il gruppo di minoranza "Città Libera"

“E' particolarmente grave che il sindaco si permetta di disattendere ed ignorare un preciso atto di indirizzo del Consiglio comunale che peraltro, nel merito, aveva dichiarato di condividere”. A parlare è il capogruppo della minoranza consiliare di S. Teresa di Riva Antonio Di Ciuccio, che ha presentato insieme ai colleghi David Trimarchi, Franco Brancato, Santino Veri e Sebastiano Pinto una interrogazione al sindaco e al presidente del civico consesso per capire perché ad una mozione presentata in Consiglio comunale dal gruppo “Città Libera” lo scorso aprile, approvata all’unanimità, non è stato dato alcun seguito e non è stato adottato alcun atto amministrativo in tal senso. Si tratta della proposta, avanzata nella seduta di Consiglio comunale del 24 aprile scorso, per la redazione di un piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche esistenti del territorio cittadino, come presupposto di partenza per la successiva elaborazione di un piano pluriennale di interventi volti a rimuovere gli ostacoli che insistono sulle vie cittadine impedendo la libera circolazione dei diversamente abili. La minoranza chiese in quella seduta all’Amministrazione comunale di provvedere in breve tempo almeno a realizzare le rampe di accesso ai marciapiedi sulla via Nazionale e sul Lungomare, laddove non già esistenti. La discussione si concluse con la condivisione della proposta da parte del gruppo di maggioranza e con l’approvazione all’unanimità di tutto l’organo consiliare. Anche il sindaco Cateno De Luca condivise la mozione in aula, annunciando che nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche sarebbe stato inserito un progetto per individuare gli interventi da realizzare. E poi? “E' veramente incomprensibile l'inerzia dell'amministrazione comunale – spiega Di Ciuccio - che, a distanza di 6 mesi da quando il Consiglio ha approvato all'unanimità la mozione presentata dal gruppo di minoranza, non ha ancora adottato alcun atto amministrativo per affrontare e risolvere la problematica evidenziata”. Il gruppo “Citta Libera” interroga dunque il primo cittadino per sapere se condivide ancora la richiesta di interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche, che rappresenta non solo l’adempimento di un obbligo di legge ma soprattutto un chiaro segnale di attenzione e di rispetto nei confronti delle persone diversamente abili; ma i cinque consiglieri vogliono capire in particolare quali sono stati i motivi per i quali, a tutt’oggi, non è stata avviata alcuna attività amministrativa finalizzata alla risoluzione della problematica e se l’Amministrazione intende ottemperare all’atto di indirizzo deliberato dal Consiglio comunale all’unanimità ed eventualmente entro quali tempi. “La minoranza consiliare vigilerà, incalzerà e solleciterà il sindaco sino a quando non verrà data piena attuazione alla mozione” ribadisce il capogruppo di minoranza.

 

La concessione della cittadinanza onoraria ai figli di immigrati finita nel dimenticatoio

E tra provvedimenti discussi in Consiglio comunale e di cui poi si è persa traccia c’è anche la proposta di concedere la cittadinanza onoraria ai minori nati in Italia da genitori stranieri residenti a Santa Teresa. L’iniziativa, promossa dall’Unicef Italia con la campagna “Io come tu: mai nemici per la pelle”, aveva lo scopo di affermare l’uguaglianza dei diritti e l’eliminazione delle discriminazioni per tutti i bambini e gli adolescenti, a partire da quelli di origine straniera, che a diverso titolo, vivono, crescono, studiano nei nostri territori. Venne  discussa in aula il 23 novembre dello scorso anno: maggioranza e minoranza votarono senza esitazione all’unanimità per dire sì all’iniziativa. La proposta iniziale di concedere la cittadinanza onoraria solo all’ultimo nato venne anzi estesa, su proposta del gruppo “Città Libera”, a tutti i minori residenti a Santa Teresa nati da genitori stranieri. La delibera consiliare prevedeva che entro il 31 dicembre 2012 venisse organizzata una manifestazione pubblica con la consegna degli attestati di cittadinanza ai “nuovi” santateresini. Nessuna traccia di tutto ciò: gli altri comuni italiani che hanno aderito alla campagna Unicef hanno fatto tutto nei mesi scorsi, Santa Teresa no. Servirà un’altra interrogazione?

Più informazioni: minoranza santa teresa  unicef  


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