Venerdì 19 Aprile 2019
Giovanni Buscemi era stato nominato a luglio. Pesanti le accuse a suo carico


Sant'Alessio, arrestato esperto del sindaco: Foti gli revoca l'incarico

di Andrea Rifatto | 30/01/2019 | POLITICA

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Il municipio di Sant'Alessio

È stato revocato l’incarico di Giovanni Buscemi come esperto del sindaco di Sant’Alessio Siculo. Il primo cittadino Giovanni Foti ha firmato ieri una determina che revoca con effetto immediato il provvedimento firmato il 31 luglio dello scorso anno, con il quale aveva affidato al 71enne messinese l’incarico di esperto a titolo gratuito in materia di Protezione civile, valido dal 2 agosto a seguito della firma per accettazione. Il sindaco di Sant’Alessio, appresa la notizia dell’arresto di Buscemi avvenuta a Messina venerdì scorso insieme ad altre quattro persone, nell’ambito dell'operazione "Balance" condotta dai Carabinieri per smantellare un’associazione dedita alla tratta di essere umani e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di minori da avviare alla prostituzione, ha deciso di non far proseguire l’incarico, si legge nella determina di ieri, “al fine di tutelare il buon nome del Comune di Sant’Alessio”. Giovanni Buscemi, ex vigile del fuoco con esperienze nel volontariato di protezione civile e consigliere nazionale e presidente provinciale dell’Associazione organizzazione europea volontari di prevenzione e protezione civile di Messina, era stato scelto da Giovanni Foti in base a valutazioni di carattere fiduciario e sull’esperienza documentata dall’ormai ex esperto, su indicazione di persone vicine all’Amministrazione conoscenti del 71enne messinese, che risulta residente a Sant’Alessio in un’abitazione che sembrerebbe utilizzata più che altro durante l’estate. Dopo la nomina, comunque, Buscemi in municipio si era visto poco o nulla. Secondo l'accusa l'ex pompiere, finito in carcere, "forniva ai sodali informazioni privilegiate sull'arrivo al porto di Messina delle navi umanitarie che avevano soccorso i migranti nel Canale di Sicilia, ottenendo anche favori sessuali dalle giovani migranti" e "passava le informazioni sugli sbarchi all'associazione, per reclutare schiave e schiavi, e chiedeva bimbe nere in cambio, donne bambine destinate alla prostituzione, a Messina in Italia in Europa, sotto gli occhi silenti di troppo". Inoltre i magistrati gli contestano di essere un "volontario che ruba e vende il cibo, che ruba il cibo ai poveri".


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