Martedì 22 Ottobre 2019
La minoranza chiede di affrontare l'argomento e illustra la strada da percorrere


Sant’Alessio, "Inaccettabili ritardi sui precari, il Consiglio discuta la stabilizzazione"

di Andrea Rifatto | 16/09/2019 | POLITICA

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I consiglieri Bartorilla, Fichera e Fleres

Si apra un dibattito in Consiglio comunale per discutere della stabilizzazione del personale precario del Comune di Sant’Alessio, “nel prendere atto degli inaccettabili e ingiustificati ritardi accumulati dall’attuale amministrazione anche con riferimento a numerosi altri adempimenti di legge, propedeutici all’avvio delle procedure amministrative”. Lo chiedono i consiglieri di minoranza del gruppo “Cambiavento”, Concetto Fleres, Rosanna Fichera e Giuseppe Bartorilla, che questa mattina hanno presentato in municipio una richiesta di convocazione urgente del Consiglio allegando una mozione finalizzata "ad aprire il dibattito e arrivare ad una facile soluzione che possa salvaguardare tutti i dipendenti precari, i quali hanno maturato un vero e proprio diritto soggettivo all’assunzione a tempo indeterminato”. “Come ormai noto, l’art. 20 del D. Lgs 75/2017, per il triennio 2018–2020, disciplina l’istituto del reclutamento speciale transitorio, al fine di superare il precariato e valorizzare l’esperienza professionale maturata nella Pubblica Amministrazione e in Sicilia detta norma trova applicazione in combinato disposto con l’art. 3 della Legge Regionale 27/2016 – esordiscono in una nota i tre consiglieri - da una facile lettura delle norme di cui sopra, anche da parte dei non addetti ai lavori, si evince che dopo oltre venti anni, lo Stato e la Regione hanno finalmente creato gli strumenti legislativi volti al superamento del precariato. È facile costatare, inoltre, che dette norme, a scanso di strumentali equivoci ed inopportuni fraintendimenti, si applicano a tutti i Comuni, fra cui quelli in piano di riequilibrio. Fra l’altro, il piano di riequilibrio approvato dal Consiglio comunale di Sant’Alessio nel gennaio 2017 non prevede l’accesso al fondo di rotazione – spiegano Fleres, Fichera e Bartorilla - ciò significa che questo ente, con riferimento alla dotazione organica, non è tenuto a rispettare i parametri ministeriali di cui al Dm Interno 10 aprile 2017. Infatti, qualora si fosse fatto accesso al fondo di rotazione ovvero qualora l’ente avesse dichiarato il dissesto finanziario, il Comune di Sant’Alessio, in virtù del Dm citato, avrebbe dovuto rimodulare la propria dotazione organica, tenendo conto dei relativi parametri ministeriali. In altre parole, questo Comune avrebbe dovuto rispettare il rapporto dipendenti/popolazione, pari a 1/128, pertanto avrebbe dovuto rimodulare la propria dotazione organica, prevedendo massimo n. 11,95, pertanto n. 12 posti in dotazione organica”.

“Detto vicolo non trova applicazione per il Comune di Sant’Alessio. Infatti, a suo tempo la dotazione organica veniva correttamente rideterminata prevedendo il posto a tempo indeterminato per tutti i contrattisti egli altri lavoratori precari dell’ente, compresi quelli che grazie all’operato della precedente amministrazione sono transitati al Comune, quest’ultimo divenuto ente utilizzatore.  Per inciso, si rappresenta che i Comuni in Piano di Riequilibrio sono soggetti agli stessi controlli previsti per i Comuni strutturalmente deficitari. Non si tratta di enti in dissesto o in piano di riequilibrio, ma di enti locali che operano in gestione ordinaria, soggetti ai controlli. Da quanto sopra, non può che concludersi che il Comune di Sant’Alessio, al pari di tutti gli altri, gode degli strumenti giuridici, degli spazi finanziari e degli spazi assunzionali per poter avviare e concludere celermente le procedure di stabilizzazione di cui trattasi, essendo, le regole assunzionali, identiche per tutti i comuni”.


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