Martedì 22 Ottobre 2019
Iter al rilento per i ritardi dell'Amministrazione. In 16 erano pronti allo sciopero


Sant'Alessio, tutti d'accordo a stabilizzare i precari ma adesso bisogna fare in fretta

di Andrea Rifatto | 22/09/2019 | POLITICA

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Il dibattito in Consiglio comunale

Tutti d’accordo sulla stabilizzazione dei precari comunali, ma adesso bisogna far presto per rispettare la scadenza del 31 dicembre e recuperare il tempo perduto. Il Consiglio comunale di Sant’Alessio Siculo riunitosi venerdì sera d’urgenza per discutere le mozioni presentate dal consigliere di maggioranza Nino Lo Monaco prima e del gruppo di opposizione qualche giorno dopo, che hanno smosso le acque dopo mesi di silenzio, le ha approvate entrambe all’unanimità (assenti in maggioranza Giuseppe Pasquale, Giovanni Saccà e Virginia Carnabuci) con l’astensione del presidente Domenico Aliberti, sul quale in apertura il consigliere di minoranza Giuseppe Bartorilla ha sollevato una questione di incompatibilità (in quanto la sorella è precaria Asu) invitandolo a non partecipare al Consiglio; richiesta respinta al mittente da Aliberti, che ha parlato di “fango gettato in modo vergognoso su e mia sorella in paese negli ultimi giorni nonostante la stabilizzazione non riguardi lei”. Il sindaco Giovanni Foti ha ribadito che l’intenzione dell’Amministrazione  è quella di procedere con la stabilizzazione dei 16 ex Lsu ma che le procedure sono più lunghe per via del nulla osta necessario dal Ministero degli Interni visto che il Comune è sotto Piano di riequilibrio finanziario: “Appena approveremo il Rendiconto 2018 lo manderemo a Roma con il resto della documentazione e credo che il Ministero non avrà preclusioni a dare il via libera. Prendiamo qui l’impegno a portare a termine un atto dovuto e doveroso per impiegati che reggono il nostro Ente, dove ormai di ruolo restano solo in 7 sui 35 iniziali. Un atto corale, senza colori politici e speculazioni, puntiamo a chiudere l’iter entro il 31 dicembre, altrimenti dovremmo cominciare da capo”.

Dalla minoranza Rosanna Fichera ha fatto notare come “l’Amministrazione non ha ancora mosso i passi giusti e abbiamo percepito indugi, non possiamo rimanere fanalino di coda per questi lavoratori che attendono da tanto, si doveva rispettare il termine di approvazione del bilancio e arrivare prima alla stabilizzazione: forse i precari servivano come bancomat elettorale per le elezioni del 2022 oppure si voleva attuare il metodo dello stabilizzare tutti o nessuno? È stata la mia Amministrazione ad avviare la stabilizzazione – ha aggiunto l’ex sindaco – assorbendo gli ex Lsu dalle cooperative e ciò era un punto del nostro programma elettorale”. Il collega Bartorilla ha sollevato dubbi sulla documentazione inviata a Roma dal Comune, ossia due delibere di Giunta di dicembre e marzo inoltrate solo lunedì scorso, chiedendo spiegazioni in merito alla segretaria comunale: “A mio avviso i precari hanno acquisito un diritto soggettivo e una volta stabilizzati potranno firmare i contratti in base alle competenze maturare, dunque senza la necessità di avviare procedure selettive – ha detto citando diverse sentenze del Tar Lazio che richiamano la normativa regionale - e invito l’Amministrazione ad attivarsi già da ora per mettere da parte le risorse assunzionali per i 6 Asu, anticipando i tempi i attesa che il legislatore regionale si decida”. Dalla maggioranza Lo Monaco ha invitato a concludere l’iter rapidamente augurandosi che l’Amministrazione possa stabilizzare anche gli Asu “perché non sono lavoratori di serie B”, mentre per il capogruppo Saro Trischitta “Sant’Alessio ha vinto perché su questo argomento vi è l’interesse comune di tutti ad aiutare i nostri dipendenti”. Il presidente Aliberti ha fatto notare con la stabilizzazione la situazione dei dipendenti rimarrà identica dal punto di vista delle ore di lavoro (part time) e degli stipendi, augurandosi come nel futuro si possano trovare gli strumenti per il loro passaggio a tempo pieno. Alla seduta erano presenti anche i precari comunali, che la settimana scorsa si sono riuniti in assemblea sindacale dicendosi pronti a proclamare lo stato di agitazione qualora l’Amministrazione non avesse dato risposte entro sette giorni, e che adesso attendono speranzosi.


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