Martedì 23 Luglio 2019
Presa di posizione del consigliere Lo Monaco, in dissenso rispetto al gruppo


Sant'Alessio, venti di guerra in maggioranza tra veti incrociati e proposte bocciate

di Andrea Rifatto | 05/04/2019 | POLITICA

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La seduta del Consiglio comunale

Continuano a spirare venti di guerra all’interno dell’Amministrazione comunale di Sant’Alessio Siculo. A far aumentare gli attriti nella maggioranza del sindaco Giovanni Foti, già scatenati da mesi per la querelle sulla nomina di un nuovo assessore, è stata l’ultima seduta del Consiglio comunale, dove si è registrata una presa di posizione, anche in dissenso rispetto alla linea dell’Amministrazione, da parte del consigliere Nino Lo Monaco, che ha manifestato il suo disappunto su certe scelte e decisioni dall’Aula. In discussione nella seduta vi erano due punti inseriti all’ordine del giorno proprio su richiesta di Lo Monaco, ossia l’approvazione dei regolamenti sull’uso dello stemma, del gonfalone, delle bandiere e del distintivo del sindaco e sulla consulta giovanile. Documenti presentati a giugno, insieme a due mozioni, un’interrogazione e altri cinque regolamenti, portati solo adesso in Consiglio dal presidente Domenico Aliberti. Diversi componenti del gruppo non hanno però gradito il modo di agire di Lo Monaco, lamentando come le sue proposte non sia state condivise e discusse con tutta la maggioranza. E in aula lo hanno fatto pesare. Il primo regolamento è stato approvato con i voti di Lo Monaco, Aliberti e dei consiglieri di minoranza Concetto Fleres e Rosanna Fichera; contrari in maggioranza Saro Trischitta, Giuseppe Pasquale e Alessio Fichera. La Consulta giovanile è stata invece bocciata con quattro astensioni (Trischitta, Pasquale, Alessio Fichera e Rosanna Fichera) e tre voti favorevoli (Lo Monaco, Aliberti Fleres). A quel punto Lo Monaco, vedendosi bocciata la Consulta giovanile, ha abbandonato il Consiglio (sottolineando come il Regolamento insieme alle altre proposte sia rimasto sul tavolo del sindaco per oltre otto mesi),  facendo cadere il numero legale e costringendo il presidente a rinviare la seduta.

Il giorno dopo il consigliere “dissidente” (alla seduta erano presenti per la maggioranza Aliberti, Trischitta, Fichera e Saccà, assente l’opposizione) si è astenuto sul Piano triennale delle opere pubbliche, sulla verifica delle aree destinate ad attività produttive, sul Piano di alienazione e valorizzazione dei beni immobili, sul Piano finanziario e tariffe rifiuti, mentre ha votato contrario all’istituzione del servizio di trasporto scolastico a pagamento e si è espresso a favore di un debito fuori bilancio da 2mila per lavori in somma urgenza alla rete idrica, chiedendo nell’occasione che il Comune si costituisca parte civile nei confronti di quegli assessori che abbiano causato debiti fuori bilancio e chiedendo l’ammontare di questi debiti. La segretaria comunale ha fatto presente come al momento di certo ci sia un debito da 130mila euro per il lodo arbitrale che sarà portato presto in Consiglio, mentre le altre fatture sono ancora in corso di istruttoria e non sono ancora definibili come debiti fuori bilancio. “Non c’è arbitrarietà nella scelta dei debiti fuori bilancio – ha aggiunto il sindaco – dal tono che usa il consigliere lo Monaco sembrerebbe che ci siano scheletri nell’armadio, ma non è così”. Toni accesi ed aspri, quelli della seduta, che il capogruppo di maggioranza Trischitta ha invitato a moderare, evitando un clima di scontro. Una condotta, quello assunta dal consigliere Nino Lo Monaco, che non è stata assolutamente gradita dal sindaco, stizzito da certe dichiarazioni.


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