Domenica 25 Agosto 2019
Lasciano anche gli assessori e i consiglieri di maggioranza, ad eccezione del presidente


Savoca. Si è dimesso il sindaco Paolo Trimarchi

di Andrea Rifatto | 03/07/2014 | POLITICA

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Paolo Trimarchi (foto savocanews.blogspot.com)

Il sindaco di Savoca, Paolo Trimarchi, ha rassegnato le dimissioni dalla carica di primo cittadino del comune collinare. La decisione è maturata oggi, con la consegna, nella tarda mattinata, di una lettera al protocollo del Comune. Il gesto arriva in seguito alla recente crisi politica che ha colpito il gruppo risultato vincitore alle amministrative del 2012, che si è andato via via disgregando perdendo la coesione iniziale. Lasciano il posto anche gli assessori Salvatore Piazza, Giuseppe Meesa e Antonia Puzzolo (quest'utlimi due ricoprivano anche il ruolo di consiglieri comunali) e i consiglieri di maggioranza Marco Chillemi (vicepresidente del Consiglio), Giuseppe Muscolino ed Eugenio Bellomo. Il presidente Carmelo Crisafulli non ha invece rassegnato le dimissioni, rimanendo all'interno del civico consesso insieme ai consiglieri di opposizione Massimo Stracuzzi, Paola Pantò, Roberta Savoca e Dario Luchino. Nelle ultime settimane i consiglieri comunali del gruppo "Insieme per Savoca" Maria Carmela Miuccio e Rosaria Aurora Conti avevano lasciato lo scranno consiliare, mentre già alcuni mesi addietro il vicesindaco Cettina Pizzolo aveva rotto con il primo cittadino e con la sua Giunta. Il primo dei non eletti nella compagine di maggioranza, Valentino Cosio, aveva fatto sapere che non sarebbe stato disponibile per surrogare i consiglieri dimissionari, rinunciando al posto all'interno del civico consesso savocese ancor prima di farne ingresso. Decisioni che hanno portato oggi il sindaco Paolo Trimarchi, vista la difficile situazione politica, a gettare la spugna. Si aprono le porte dunque all'arrivo di un Commissario straordinario, che reggerà il governo di Savoca fino a nuove elezioni.

Più informazioni: paolo trimarchi  dimissioni  


COMMENTI

G.Massimo Cicala | il 03/07/2014 alle 17:39:31

Prova provata che far collimare le esigenze delle comunità con le richieste moderne, legislative da un lato, politiche e personali dall'altro, comincia ad essere in sè un non-sense. Fuor di polemica, e nel rispetto dei ruoli dopo e delle persone prima, non riesco a negare a me stesso che quanto più piccola è la realtà municipale, quanto più alta è la tensione, febbrili le istanze, e pericoloso sia il navigare amministrativamente parlando a vista, sia il fare come la ballerina con il tutù e l'ombrellino in equilibrio sul filo. Occorre una rivoluzione che venga dal basso, la politica ha dato alla gente questa amara, amarissima pagina di storia. E non esiste, secondo me, una nuova squadra che venga fuori dal bar sport a continuare, a tentare, a sperare, a restaurare, ad imitare. Amici di Savoca, guardate altre prospettive, e guardatele "da" altre prospettive. Poi, sarà da imitare il modello Islanda, sarà da dare il benservito alla politica provinciale e regionale, sarà di mirare al comune unico, ogni soluzione può essere buona e demoniaca nello stesso tempo, ma la coscienza, la presa di coscienza deve venire dal basso, strappando i ricordi, i favori, le tradizioni e le logiche passate

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