Domenica 20 Ottobre 2019
Approvata la proposta del capogruppo di minoranza, su cui si è spaccata la maggioranza


Scaletta. Unioni civili nello Statuto, Cifalà: “Una conquista sociale”

di Andrea Rifatto | 23/02/2016 | POLITICA

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Il capogruppo di minoranza Domenico Cifalà

Via libera dal Consiglio comunale di Scaletta Zanclea al riconoscimento delle Unioni civili all’interno dello Statuto comunale. La proposta è stata avanzata nell’ottobre scorso dal capogruppo di minoranza Domenico Cifalà, che aveva presentato delle osservazioni allo schema di Statuto da sottoporre ad aggiornamento da parte del Civico consesso. L’iniziativa si è concretizzata in aula, nel corso dell’ultima seduta, sotto forma di emendamento presentato da Cifalà, con il quale si proponeva al Consiglio di integrare l’articolo 5 lettera B del documento, “Finalità politico-sociali”, aggiungendo all’elenco della finalità “la tutela del ruolo centrale della famiglia quale nucleo fondante della società” e “il riconoscimento e la tutela di tutte le convivenze tra individui fondate su vincolo affettivo (unioni civili o di fatto)”. “Una questione ormai ineludibile e inderogabile – ha spiegato in aula il capogruppo d’opposizione –: il Comune, al fine di contrastare ogni forma di discriminazione, ha il dovere di garantire l’estensione dei servizi e delle proprie prestazioni socio-assistenziali a tutta la cittadinanza. Questo rappresenta un momento significativo per il nostro paese – ha proseguito Domenico Cifalà – di crescita dal punto di vista dei diritti civili e questo onorevole Consiglio, facendosi interprete del comune sentire all’interno della nostra realtà locale e traducendo nel concreto l’impegno profuso per questa causa da numerosi nostri concittadini, può dare un importante segnale di maturità, a prescindere dalle diverse posizioni politiche, presupposto fondamentale per lo sviluppo sociale della nostra comunità”.

Al momento della votazione (presenti in aula tutti gli 11 consiglieri), la proposta è approvata con 7 voti favorevoli (i quattro di minoranza e tre di maggioranza) e 4 contrari (i membri di maggioranza Giusy Aloisi, Mariagrazia Campanella, Domenico Tavilla e Francesco Picciotto): esito che ha fatto registrare una spaccatura all’interno della compagine vicina al sindaco Gianfranco Moschella, che si è mostrata in parte contraria all’emendamento. “Anche se sinceramente mi aspettavo una maggiore convergenza da parte dei consiglieri di maggioranza - ha aggiunto Cifalà - sono soddisfatto del fatto che finalmente si è potuto portare il tema dei diritti civili al centro del dibattuto consiliare anche nel nostro comune e si è compiuto un passo fondamentale nel senso della perequazione e della giustizia sociale". In risposta ai voto contrario manifestato della maggioranza, il capogruppo ha sottolineato in Consiglio comunale come la sua proposta riguardi l’istituzione del registro delle unioni civili in modo da poter concedere agevolazioni e prestazioni di potestà comunale.

Nella stessa seduta sono stati approvati altri emendamenti allo Statuto scalettese, composto da 108 articoli di cui diversi aggiornati alla normativa elettorale vigente, presentati sempre dal capogruppo consiliare di minoranza e relativi allo spostamento dell'aula consiliare, all’introduzione della figura del consigliere incaricato e al rimborso delle spese legali agli amministratori comunali. Altri emendamenti sono stati invece avanzati dal presidente dell’associazione “Aiutiamoci Noi”, Nino Miceli, riguardanti la cittadinanza onoraria, l'ambasciatore di Scaletta Zanclea e il referendum abrogativo. Tutte le modifiche, ad esclusione delle unioni civili, sono state approvate all'unanimità.


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