Venerdì 04 Aprile 2025
Prime partecipate create dall'Amministrazione. Parte la discussione in Consiglio comunale


Taormina, nascono due aziende speciali e una fondazione: cosa faranno e quanto costeranno

di Andrea Rifatto | ieri | POLITICA

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L'ultimo confronto con la minoranza consiliare

Due aziende speciali (in attesa della terza) e una fondazione. L’Amministrazione comunale di Taormina compie il passo decisivo per la nascita delle società partecipate. La Giunta ha infatti approvato tre proposte, firmate dal vicesindaco Antonio Lo Monaco, dando vita alla Patrimonio Taormina, alla Taormina Social City e alla Fondazione Taormina, deliberando il via libera a statuto, piano-programma, budget economico, contratto di servizio, relazione tecnica-istruttoria e business plan. Tre provvedimenti adottati alla vigilia del confronto tra il sindaco Cateno De Luca, i consulenti del Comune e i consiglieri di minoranza, definito dal primo cittadino leale e necessario perchè «sono scelte importanti che vanno condivise con tutti, maggioranza ed opposizione». Opposizione che ha chiesto più tempo per studiare l’imponente documentazione allegata alle delibere e la richiesta è stata accolta con la definizione di un calendario delle sedute di Consiglio comunale, organo competente per il via libera definitivo alle partecipate: sabato 5 aprile, alle 15, si terrà la prima seduta dedicata alla Taormina Social City, il 28 aprile si tratterà la Patrimonio Taormina e la Fondazione Taormina, mentre a luglio si concluderà il percorso con la società di riscossione e gestione dei tributi, non ancora costituita dalla Giunta. In realtà all’ordine del giorno della seduta di sabato 5 aprile figurano tutte e tre le nuove società partecipate. Ma di cosa si occuperanno le nuove partecipate? 

La Patrimonio Taormina nasce per gestione, dismissione e valorizzazione del patrimonio immobiliare, in quanto secondo l’Amministrazione il Comune riscontra grosse difficoltà, anche nella gestione del suolo pubblico che rappresenta una potenziale fonte di ingenti ricavi; per l’esecutivo De Luca vi è un indubbio vantaggio economico nell’internalizzazione del servizio, perchè gestire ogni immobile e progettarne il recupero costerebbe almeno 10 milioni di euro con affidamenti esterni, mentre la partecipata in tre anni spenderebbe 1.950.000 euro, con ricavi stimati da 450.000 euro del 2025 a 800.000 euro nel 2027. I ricavi derivanti dal contratto di servizio con il Comune partono da 450.000 euro del 2025 fino a 800.000 euro nel 2027 e l’azienda si avvarrà di proprio personale da assumere, con un costo che per i primi due anni sarà di 221.401 euro per cinque unità, poi dal 2027 salirà a 303.580 euro per sette unità, oltre ai costi per il distacco del personale comunale (due unità) per un totale annuo di 209.899 euro. Il capitale sociale iniziale sarà di 100.000 euro, somme fornita dal Comune. La Taormina Social City si occuperà invece della gestione diretta dei servizi sociali, di aiuto domestico, assistenza autonomia e comunicazione studenti disabili, educazione scolastica, asilo nido, casa di riposo “Carlo Zuccaro” e altre attività per i più deboli: la spesa attuale annua ammonta a 1.083.565 euro, di cui 608.156 euro esternalizzati, e il piano prevede un risparmio di 106.581 euro annui con maggiore qualità dei servizi, minor turnover del personale e trasparenza gestionale. Entrambe le aziende speciali avranno Consiglio di amministrazione con tre membri di cui uno presidente (o amministratore unico), direttore generale e tre revisori dei conti, oltre al personale da assumere, e nello statuto viene specificato che i compensi spettanti al presidente e ai componenti del Cda sono stabiliti in applicazione delle norme di legge, che prevedono come il limite massimo annuo dei compensi sia fissato in 240.000 euro annui annui, al lordo dei contributi previdenziali e assistenziali e degli oneri fiscali.

Con la Fondazione Taormina si punta invece a massimizzare e ottimizzare le risorse culturali e paesaggistiche, promuovere un turismo sostenibile e di qualità, rafforzare l’identità, destagionalizzare il flusso turistico, consolidare l’immagine della città a livello nazionale e internazionale e tutelare il “brand Taormina”. Fondatore è il Comune e sono possibili altre partecipazioni come soci partecipanti e sostenitori. Previsti come organi presidente, consiglio di indirizzo, sovrintendente, comitato scientifico e revisore dei conti. La Fondazione otterrà dal Comune il 25% della tassa di soggiorno, con una previsione da 1,2 milioni nel 2026 a 1,3 milioni nel 2029, e avrà anche altre entrate come ad esempio la quota dei ricavi derivanti dalla vendita dei biglietti del Teatro Antico in occasione degli spettacoli.


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