Sabato 24 Agosto 2019
Il Consiglio non approva la mozione. Il sindaco Lo Giudice spiega le motivazioni


"Tornare in questa Unione dei Comuni? No grazie". S. Teresa boccia la proposta di rientro

di Andrea Rifatto | 26/07/2019 | POLITICA

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Il Consiglio comunale di S. Teresa

Tornare in questa Unione dei Comuni? No grazie. Si spengono le possibilità, almeno per il momento, che S. Teresa faccia rientro nell’ente sovracomunale che ha abbandonato nel 2014. Il Consiglio comunale ha infatti bocciato la mozione finalizzata all’adesione presentata dai consiglieri di minoranza Antonio Scarcella e Giuseppe Migliastro, gli unici ad esprimere voto favorevole in aula, mentre gli altri due di opposizione, Lucia Sansone e Carmelo Casablanca, si sono astenuti e i sette di maggioranza hanno votato contrario. “Prendo atto delle dichiarazioni degli ultimi giorni, da cui traspare che non mi pare ci sia volontà di accoglierci e andare a fare una programmazione seria e concreta che possa dare dei risultati – ha detto in Consiglio comunale il sindaco Danilo Lo Giudice – allora ognuno si faccia il suo e continui ad andare avanti come sta facendo adesso”. Migliastro aveva evidenziato, illustrando la mozione, come “le unioni rappresentino una risorsa e sull’Unione Valli Joniche non mi sento di bocciarla né di dire che produce poco, è indubbio che svolgere servizi in comune ha risvolti positivi e porterebbe a un risparmio e potremmo essere noi a dettare i tempi all’Unione con i nostri programmi”. 

“In 15 anni non ci sono stati risultati, l’Unione nasce nel 2004 e una delle finalità previste era che entro 9 anni bisognava fondere i comuni ma non è stato fatto nulla – ha fatto presente Lo Giudice – e il precedente Consiglio comunale ha deciso di uscire perché riteneva non ci fossero risposte concrete per i cittadini. Non sono a prescindere contro l’Unione o contro l’adesione ma mi sarei aspettato dal collega e amico Davide Paratore che si avviasse un percorso rispetto a quella che è una programmazione non tanto in termini di progettuali ma di servizi, ad esempio costituire un unico ufficio per buste paga, ragioneria, centrale di committenza. Non so fino a che punto possa interessare all’Unione la nostra presenza, in termini di finanziamenti riceverebbe sempre le stesse somme dovendole dividere anche con noi – ha proseguito – somme che in questi anni non sono neanche state utilizzate, se non per piccoli interventi di disinfestazione e scerbatura. Sarebbe riduttivo tornare per questo, se c’è una logica differente attuiamola". Il primo cittadino ritiene come “S. Teresa non possa essere esclusa dai progetti comprensoriali visto che abbiamo sempre fatto le convenzioni” e rimarca come “su certi temi, come lo svincolo, noi oggi non staremmo qui a parlarne se fossimo rimasti nell’Unione: stare insieme è bello ma concretamente bisogna confrontarsi con la realtà e in 15 anni non si ricorda una sola cosa comprensoriale fatta dall’Unione”.

La consigliera Lucia Sansone ha proposto “un tavolo tecnico tra i consiglieri per stilare una programmazione a lungo termine e vedere se la linea programmatica dell’Unione coincide con la nostra”, mentre Migliastro ha ricordato che la mozione non è vincolante, in quanto servirebbe comunque un’ulteriore votazione per l’ingresso nell’Unione. “Prima ne vogliamo parlare, poi casomai ripresenta la mozione” la replica del capogruppo di maggioranza Dario Miano. E il Consiglio, dunque, per adesso ha detto no.


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