Sabato 24 Agosto 2019
Il presidente Paratore replica al sindaco Lo Giudice sul ritorno nell'Ente


Unione dei Comuni, “S. Teresa rimanga dov’è, andiamo avanti lo stesso”

di Andrea Rifatto | 23/07/2019 | POLITICA

934 Lettori unici | Commenti 2

Il presidente dell'Unione, Davide Paratore

“Rimangano dove sono, andiamo avanti lo stesso”. Replica così il presidente dell’Unione dei Comuni delle Valli Joniche dei Peloritani, Davide Paratore, alle dichiarazioni del sindaco di S. Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, in merito al rientro del suo comune all’interno dell’Ente sovracomunale. "Non siamo disponibili a rientrare solo per fare numero o per dire che ci siamo anche noi – aveva detto il primo cittadino santateresino – ma solo se ci viene presentata una programmazione a media-lunga scadenza e una seria progettualità che l’Unione intende portare avanti per il territorio, altrimenti rimaniamo fuori”. Un ritorno di cui si parla da alcuni mesi ma che finora non ha visto S. Teresa fare passi concreti in tal senso. Di recente si sono registrate anche iniziative politiche per chiedere di fare dietrofront rispetto alla fuoriuscita voluta dall’ex sindaco Cateno De Luca nel 2014, con una mozione presentata da due consiglieri di minoranza di S. Teresa, Antonio Scarcella e Giuseppe Migliastro (verrà discussa oggi pomeriggio), con la quale si chiede al Consiglio di votare il rientro, e un’altra che era stata depositata su iniziativa del presidente del Consiglio dell’Unione, Carmelo Saglimbene, che però è stata ritirata qualche giorno dopo perché avrebbe rischiato il flop in aula visto che solo un paio di consiglieri sui 22 totali erano disposti a sottoscriverla, senza contare che il presidente Paratore non ne era al corrente e non aveva condiviso la trovata di Saglimbene. E ieri sera, visto che la mozione inizialmente inserita all’ordine del giorno è stata stralciata, il Consiglio dell’Unione riunitosi a Savoca non ha toccato l’argomento né tantomeno Davide Paratore, per la prima volta nell’assemblea dell’Ente sovrcomunale da presidente, ne ha fatto cenno nel suo intervento di presentazione della Giunta e di ringraziamento al suo predecessore Armando Carpo, "per il lavoro svolto durante il suo mandato che mi ha consentito di trovare la strada spianata e per questo ho dato continuità a buona parte della sua Giunta e agli Uffici che hanno lavorato bene”. Al termine della seduta lo abbiamo intervistato.

“Sarebbe opportuno che il sindaco di S. Teresa, anziché rilasciare dichiarazioni che non servono a nulla, faccia ingresso all’interno dell’Unione per sedersi a un tavolo serio, visto che lui è anche deputato, per poter partecipare a una programmazione. Io dal primo momento ho aperto le porte sia a S. Teresa che a qualsiasi altro comune – ha evidenziato Paratore – ma non c’è la volontà reale di entrare. Allora dico a S. Teresa di continuare a stare dove è stata in questi cinque anni e noi ce ne faremo una ragione e faremo funzionare l’Unione anche senza di loro”. Dichiarazioni, quelle di Lo Giudice, che non hanno spiazzato più di tanto il vertice dell'Unione: “Da un lato me le aspettavo, perché si capisce che in realtà non c’è la volontà di tornare – aggiunge il presidente – non ci sarebbe una spiegazione, visto che sono andati via da cinque anni, a questo eventuale ripensamento in questo momento, ma posso anche capirlo dal punto di vista politico”. Un atteggiamento, quello dell’Amministrazione di S. Teresa, poco gradito anche dalla Giunta dell’Unione, che a questo punto potrebbe valutare di modificare il Piano triennale delle opere pubbliche stralciando quelle opere che ricadono in territorio santateresino. Ma su questo Davide Paratore è ancora cauto: “L’argomento è stato trattato in Giunta, stiamo valutando eventualmente se ci sono opere che si possono realizzare anche con S. Teresa. Chiaramente il dialogo con il sindaco è sempre aperto, quindi non ci sarà nessuna difficoltà ad affrontare queste discussioni”.


COMMENTI

GG | il 23/07/2019 alle 18:46:30

Quando eravamo bambini e qualche compagnetto, non disponibile a valorizzare il gioco degli altri bambini e quindi ostile a quel gioco perché magari non sapeva giocare, diceva "o giucamu a 'nnautra cosa o spasciu u giocu" tradotto "o giochiamo ad un altro gioco o non faccio giocare nessuno". Evidentemente il Sindaco di S. Teresa quando si deve confrontare sul piano politico e sedersi al tavolo, democraticamente e con pari dignità insieme ad altri Comuni, al fine di operare scelte comprensoriali da condividere con altre amministrazioni, ha qualche difficoltà. Ne prendiamo atto.

Massimo | il 24/07/2019 alle 13:33:43

Ancora non l'avete capito ? il sindaco do santa Teresa sicuramente e un bravo ragazzo , ma manca di autostima deve prima chiedere cosa fare e come fare , avete eletto un buon deputato per non cambiare il nostro territorio , Complimenti!!!!

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