Lunedì 28 Settembre 2020
Allo studio le soluzioni per annullare le irregolarità nell’elezione della vicepresidente


Unione dei Comuni, sul “caso Scarcella” interviene la Regione: elezione illegittima

di Andrea Rifatto | 04/03/2016 | POLITICA

2022 Lettori unici | Commenti 1

La vicepresidente Melina Scarcella

L’elezione del vicepresidente del Consiglio dell’Unione dei Comuni delle Valli Joniche dei Peloritani, Melina Scarcella, avvenuta nella seduta del 20 febbraio 2014, è stata viziata da irregolarità che rendono la delibera illegittima. A chiarire ulteriormente la questione sollevata nelle scorse settimane è la risposta giunta ieri sera alle 19.27 negli uffici dell’Unione da parte del Servizio 1° Assetto istituzionale e territoriale degli Enti locali del Dipartimento regionale delle Autonomie locali, a cui il 18 febbraio scorso si era rivolto il presidente dell’ente sovracomunale, Domenico Prestipino, per chiedere un parere sulla delibera di elezione di Melina Scarcella e sulla necessità che fosse il consigliere anziano a convocare e presiedere la seduta del Consiglio fino all’elezione del nuovo presidente. La Regione ha analizzato tutta la vicenda richiamando il parere reso dal segretario Giuseppe Bartorilla, che ha rilevato come alla prima votazione del 20 febbraio 2014 vi sia stata una maggioranza inferiore rispetto a quella assoluta prevista dallo Statuto, in quanto la Scarcella ottenne otto voti su 26 consiglieri. Tenuto conto dell’invalidità dell’atto deliberativo, il segretario ritiene quindi necessario che il Consiglio annulli la delibera del 2014 provvedendo all'elezione del vicepresidente in una nuova seduta, che dovrà essere convocata e presieduta dal consigliere anziano, in modo da non inficiare l’operato dell’assemblea. 

Il Dipartimento Autonomie locali, precisando di assolvere ad una mera attività di orientamento ed indirizzo e che l’unico organo legittimato a provvedere all’emanazione dei provvedimenti correttivi è il Consiglio dell’Unione, ha spiegato che "sui profili di illegittimità della stessa delibera per violazione a una disposizione statutaria – già ravvisati incontrovertibilmente dal segretario dell’Unione – è lo stesso organo emanante, in assenza tra l’altro di impugnazione del provvedimento viziato presso gli organi giurisdizionali e di una conseguente decisione del giudice amministrativo, che può valutare la necessità di modificarne gli effetti giuridici già posti in essere”. L’atto di elezione, giudicato illegittimo, continua infatti ad avere validità fino al suo annullamento e dunque ne deriva che allo stato non può essere preclusa alla vicepresidente alcuna attività. Secondo Melina Scarcella, invece, supportata dal consigliere di Roccalumera Ettore Fleres, la delibera è legittima in quanto per l’elezione del vicepresidente è sufficiente una sola votazione a maggioranza dei presenti, mentre è necessaria una doppia votazione nella medesima seduta solo per la nomina del presidente. La vicepresidente, il 9 febbraio, aveva inoltre scritto al prefetto di Messina chiedendo un intervento ispettivo e la revoca in autotutela della convocazione del 15 febbraio firmata dal consigliere anziano Valentina Lo Giudice, con all'ordine del giorno anche l'elezione del vicepresidente.

Preso atto del parere protocollato ieri sera, il segretario Bartorilla lo ha trasmesso a tutti i sindaci e consiglieri dell’Unione dei Comuni delle Valli Joniche dei Peloritani per le opportune valutazioni. Spetterà adesso al Consiglio stesso valutare ed adottare ogni determinazione in merito al fine di rimuovere l'illegittimità riscontrata: la procedura che si dovrà seguire verrà discussa nella seduta di questa sera alle ore 18, convocata dalla stessa Scarcella dopo il Consiglio andato deserto il 15 febbraio: all'ordine del giorno l'elezione del nuovo presidente, dopo le dimissioni di Fabio Orlando per motivi di lavoro, e il giuramento dei consiglieri di Limina.

Più informazioni: decadenza scarcella  


COMMENTI

Pippo Sturiale | il 04/03/2016 alle 13:14:48

Dovrebbe essere, quindi, alla luce del "parere", la stessa Melina a convocare la seduta in cui potrebbe essere dichiarata decaduta in quanto, in assenza di qualsiasi atto di decadenza, "L’atto di elezione, giudicato illegittimo, continua infatti ad avere validità fino al suo annullamento e dunque ne deriva che allo stato non può essere preclusa alla vicepresidente alcuna attività". Sarebbe opportuno che tutti si dessero una mossa e considerassero la carica un incarico un servizio alla collettività ... e non un cubo sul quale esibirsi .... dal cubo si può cadere anche con una piccola spinta!

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