Domenica 13 Ottobre 2019
Nizza, Fiumedinisi e Alì Terme pronte a rilanciare l’ente, fermo da anni per intoppi burocratici


Unione Valle del Nisi, si riaccendono i motori

di Andrea Rifatto | 17/03/2015 | POLITICA

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L'incontro nell'aula consiliare di Nizza di Sicilia

Dopo anni di silenzi, torna d’attualità il destino dell’Unione dei Comuni Valle del Nisi-Area della Terme, organismo consortile di cui fanno parte Fiumedinisi, Nizza di Sicilia e Alì Terme. L’input è arrivato all'inizio del mese scorso, quando il Circolo del Partito democratico nizzardo aveva chiesto agli amministratori dei centri della vallata la necessità di decidere le sorti dell'Unione, “perché è importante - aveva spiegato il segretario del Circolo Pd, Franco Parisi - ritornare a discuterne, in quanto o viene costituita la nuova Unione o ogni paese deve sentirsi libero di decidere per conto proprio con chi aggregarsi”. Parisi sottolineava come di fronte alla costituzione della Città Metropolitana, con il rischio di essere marginali rispetto a Messina e alle grosse cittadine della zona tirrenica, fosse indispensabile per i paesi della zona jonica aggregarsi per programmare il proprio sviluppo. L’invito è stato accolto dal sindaco di Nizza di Sicilia, Giuseppe Di Tommaso, che ha chiamato a raccolta i colleghi di Fiumedinisi e Alì Terme, i presidenti del Consiglio e i capigruppo di maggioranza e minoranza dei tre centri coinvolti per fare il punto della situazione. Alla convocazione nell’aula consiliare di Nizza hanno risposto il primo cittadino di Fiumedinisi, Alessandro Rasconà, accompagnato dal capogruppo di maggioranza Francesco Basile; il vicesindaco di Alì Terme, Pietro Caminiti, insieme all’assessore Mariarita Muzio, al vicepresidente del Consiglio Roberto Romeo e al capogruppo di minoranza Nino Melato; per Nizza, oltre a Di Tommaso, hanno partecipato all’incontro il vicesindaco Salvatore Bruno, il presidente del civico consesso Carmelo Rasconà e il capogruppo di maggioranza Alessandro Interdonato. Nessun esponente, invece, in rappresentanza delle opposizioni di Nizza e Fiumedinisi. Proprio l’azione della minoranza nisana è stata al centro del dibattito tra gli amministratori, che hanno ricostruito il travagliato iter che l’Unione Valle del Nisi ha dovuto affrontare dal momento della sua costituzione, avvenuta nel 2009, quando i consiglieri di opposizione Francesco Repici, Nino Maisano, Tanino Ricca e Orazio De Francesco decisero di ricorrere al Tar di Catania per contestare il regolamento varato dai sindaci di Fiumedinisi, Nizza e Alì Terme. I punti incriminati riguardavano l'area strategica esecutiva per la costruzione di opere, individuata alla foce del torrente Nisi, e la scarsa rappresentanza delle minoranze consiliari dei tre comuni nell'Assemblea dell'Unione. Il Tribunale amministrativo etneo, nel dicembre 2009, dichiarò illegittimi tutti gli atti deliberativi relativi all'approvazione dello statuto dell'Unione e accolse la richiesta di sospensiva. “Fu un atteggiamento strumentale – ha commentato ieri il sindaco Rasconà – teso esclusivamente a colpire l’allora primo cittadino Cateno De Luca. Ringrazio il segretario del Pd di Nizza per aver sollevato la questione, a mio parere le Unioni vengono prima della Città metropolitana e proprio per questo già da un anno ho riavviato i contatti con Di Tommaso: unirsi fa bene al territorio, e ne sono testimonianza le recenti esperienze dell'Aro e del Contratto di Fiume”. Come ricordato dal sindaco di Nizza, la prima Unione rimase quindi bloccata dal Tar, mentre nel 2011 nacque un nuovo organismo sovracomunale, sostanzialmente identico al primo ma con alcune modifiche statutarie, come la cancellazione della tanto discussa Area strategica e la modifica del numero dei consiglieri di minoranza, che passarono a 3 su 5. Il nuovo statuto venne pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione nel giugno 2011 ma l’ente non riuscì mai a decollare, anche perché non riconosciuto ufficialmente dalla Regione, che considerava ancora attiva la prima Unione. Un empasse le cui vie di uscita sono state affrontate nell’incontro di Nizza. La volontà politica di ripartire sembra non manchi, ma è fondamentale individuare il percorso più veloce per superare gli ostacoli natura tecnica, come suggerito dal presidente del Consiglio di Fiumedinisi, Mario Puglisi, in una nota inviata al sindaco Di Tommaso. Due le ipotesi al vaglio degli amministratori dei tre comuni: provare a convincere la minoranza di Fiumedinisi a rinunciare al ricorso al Tar, come prospettato dal sindaco Rasconà, riattivando così il primo organismo con uno statuto modificato in cui far confluire i contenuti della seconda Unione; oppure proseguire con l’Unione Valle del Nisi sorta nel 2011, rinunciando ad affrontare nel merito il ricorso al Tar e facendo così decadere il primo organismo consortile. Ipotesi, quest’ultima, giudicata più praticabile per arrivare in tempi rapidi ad una soluzione e che è rimasta nel cassetto negli ultimi anni solo perché si puntava ad ottenere un finanziamento da 260mila euro rimasto congelato alla Regione, ma di cui ormai si sono perse le speranze. “Va fatto un tentativo di trovare un accordo su uno statuto definitivo e su quello far ritirare il ricorso ai consiglieri comunali di Fiumedinisi” – ha suggerito Franco Parisi. Sul tavolo anche la Legge Delrio contenente Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province e sulle unioni di comuni, che prevede un minimo di 10mila abitanti per la costituzione di una nuova Unione, mentre il limite non sussiste per gli enti già costituiti. Norma che, come suggerito dal capogruppo di minoranza di Alì Terme Nino Melato, potrebbe spingere Nizza, Fiumedinisi e Alì Terme ad tornare con l’Unione Valli Joniche, dei Peloritani, ipotesi che al momento rimane più che remota, qualora si rischiasse di non ottenere più finanziamenti. “C’era tanto entusiasmo, era una bella Unione – ha commentato in chiusura Pietro Caminiti -: se c’è la voglia ripartiamo perché c’è tanto da fare, per ridare slancio al nostro territorio, altrimenti meglio lasciar perdere”. Una volta riaccesi i motori, poi, si potrà valutare l’ingresso nell’Unione dei Comuni Valle del Nisi-Area della Terme anche del Comune di Alì, a cui è stata lasciata una “finestra” ad hoc nello statuto. Spunti e valutazioni su cui si tornerà a discutere lunedì prossimo, sempre a Nizza di Sicilia.

Più informazioni: unione valle del nisi  


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