Venerdì 06 Dicembre 2019
Al San Filippo oltre 18mila tifosi. Peloritani bloccati dopo due successi di fila in casa


Lega Pro. Messina-Catania a reti bianche ma lo spettacolo è sugli spalti

di Carmelo Micalizzi | 15/11/2015 | SPORT

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Nella gara più attesa della stagione, il Messina raccoglie solo un punto davanti ai suoi 18.426 tifosi che hanno colorato lo stadio San Filippo questo pomeriggio, come non succedeva da quasi dieci anni, in occasione del derby con il Catania. Il match valido per l’undicesima gara del girone C della Lega Pro è stato però caratterizzato da zero gol e poche emozioni, al di sotto delle aspettative dei supporter di entrambe le squadre. Gli etnei, che nelle ultime quattro gare avevano raccolto solo quattro punti, mantengono la media invariata e fermano i peloritani, reduci da due vittorie di fila in casa. Gara ordinata da parte degli uomini di Di Napoli, che rischiano poco e costruiscono altrettanto: pesa l’assenza di Tavares e dell’uomo di maggior fantasia Gustavo, in una gara in cui Barraco e Padulano non sono apparsi particolarmente brillanti. Migliore in campo Parisi, che nel duetto con Martinelli a formare il reparto difensivo sembra costituire sempre più, di gara in gara, la più grande certezza del Messina, che vanta la miglior difesa del campionato. Adesso testa alla trasferta di Catanzaro, sabato alle 20.30 per rincorrere la Casertana, adesso a +4 dopo il poker pesantissimo inflitto in casa dell’Akragas. E’ solo l’inizio di una stagione che può ancora dire tanto.

Le emozioni iniziano nel prepartita, quando il Messina dona una maglia alla famiglia di Tonino Currò, tifoso giallorosso ucciso da una bomba carta nel derby con il Catania del giugno 2001. Poi le parole del presidente Natale Stracuzzi, che ricorda le vittime dell’attacco terroristico di venerdì notte a Parigi. L’esposizione di uno striscione riportante la scritta “Pray for Paris” in mezzo al rettangolo di gioco precede di pochissimo il calcio d’inizio, battuto al termine della Marsigliese, l’inno francese, suonato da tutti gli altoparlanti dello stadio. Arturo Di Napoli ritrova il Catania dopo otto anni: l’ultima volta fu l’11 febbraio 2007, quando l’ex centravanti di Rozzano (assente in quell’occasione), vestiva ancora i panni del calciatore. Oggi nelle vesti di allenatore affronta il suo primo derby in riva allo Stretto con una formazione non al completo: il modulo è il consueto 4-3-3 con Berardi tra i pali, poi Martinelli e Parisi centrali supportati da De Vito e Palumbo mentre sulla linea mediana Giorgione, Baccolo e Fornito a inventare per Cocuzza, Padulano e Barraco. I 18.426 del San Filippo sono il vero spettacolo della prima frazione, mentre sul rettangolo di gioco si assiste ad un match non esaltante, ma comunque vivo, soprattutto per le fiammate regalate dai padroni di casa, che tengono in mano le redini del gioco senza andare particolarmente in affanno. Dopo qualche sortita del Messina è il Catania a trovare la prima conclusione con Russotto, ma sul capovolgimento di fronte Cocuzza in area calcia di sinistro mettendo i brividi a Bastianone. Tre minuti dopo è lo stesso Russotto a dover abbandonare il campo dopo uno scontro di gioco sulla trequarti, lasciando il posto a Gianvito Plasmati. Gli etnei, oggi senza tifosi ospiti al seguito per il divieto loro imposto, provano con Calderini, poi è Barraco a replicare con un conclusione larga. Alla mezz’ora Cocuzza fa sussultare il San Filippo toccando in corsa sul secondo palo un cross potente di Giorgione. A cinque dallo scadere della prima frazione Parisi tira una gran botta da lontanissimo, bloccata da Bastianone. Prima del duplice fischio ci prova ancora Fornito, ma la sua conclusione è respinta con i pugni dal portiere ospite.

Nel secondo tempo succede ben poco: in avvio Cocuzza prova con un sinistro alto dai venti metri, poi nei successivi dieci minuti l’occasione più pericolosa capita agli etnei con una punizione di Nunzella messa in corner dalla retroguardia di casa. Al 69’ Calil colpisce di testa e mette a lato un cross di Dino Parisi dalla destra, poi è ancora Catania con Calderini che al 76’ in area tira in porta cogliendo solo l’esterno della rete. Messina-Catania finisce 0-0 dopo cinque minuti di recupero.


MESSINA – CATANIA 0 - 0
 

MESSINA (4-3-3): Berardi, Palumbo, De Vito, Baccolo (61’ Zanini), Martinelli, Parisi, Fornito, Giorgione, Cocuzza, Barraco (90’ Russo), Padulano (70’ Salvemini). A disposizione: Addario, Biondo, Barilaro, Frabotta, Burzigotti, Fusca. All.: Arturo Di Napoli

CATANIA (4-4-2): Bastianoni, Parisi, Nunzella, Musacci (53’ Russo), Pelagatti, Bergamelli, Calderini, Agazzi, Calil, Scarsella, Russotto (9’ Plasmati, 82' Rossetti). A disposizione: Ficara, Ferrario, Bachetti, Garufo, Sessa, Lulli, Barisic, Di Grazia. All.: Giuseppe Pancaro

Ammoniti: Parisi, Russo (M); Calil, Pelagatti, Agazzi (C)

Recupero: 4' pt, 5' st

Arbitro: Carlo Amoroso di Paola

Assistenti: Paolo Bernabei di Tivoli e Alfonso Annunziata di Torre Annunziata

Più informazioni: acr messina lega pro 15-16  


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