Mercoledì 13 Novembre 2019
Messinese, capitano del Gavorrano, affronterà in Lega Pro gli avversari dell'Acr Messina


Sebastiano Miano, dalla Sicilia alla Toscana dietro ad un pallone

di Andrea Lando | 15/03/2014 | SPORT

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Sebastiano Miano con la moglie Alessandra e il figlio Filippo

Alla vigilia di Messina-Gavorrano, gara valevole per la 28esima giornata del girone B del campionato di Lega Pro Seconda Divisione che si disputerà domenica 16 Marzo allo Stadio San Filippo, abbiamo scambiato qualche battuta con il siciliano Sebastiano Miano, capitano della squadra ospite, messinese della provincia in quanto originario di Limina. Sebastiano ha vissuto per tanti anni con la famiglia a Santa Teresa di Riva, prima di spiccare il volo verso una carriera di calciatore professionista che gli ha regalato successi e riconoscimenti con tutte le casacche indossate.

Il capitano della squadra grossetana a luglio spegnerà 41 candeline. Alla domanda se dopo una lunga carriera è dispiaciuto di non aver indossato la maglia del Messina, risponde in modo spiritoso: “Rimpianti non ne ho, sono cresciuto in quella terra, come hanno fatto a non accorgersi di me…? Ovviamente scherzo, ma nella vita i treni quando passano vanno presi al volo”. Il forte difensore centrale è sposato con Alessandra, “liminese di toscana” dal sorriso contagioso, e nonostante la distanza - manca dall’isola da quasi vent’anni - la Sicilia gli è rimasta nel cuore: “Torno appena posso, mio figlio è innamorato di Limina, a parte la carriera calcistica, se ci fossero state maggiori opportunità di lavoro sicuramente avrei scelto di vivere nella mia terra”.

A Sebastiano, padre del piccolo Filippo, classe 2005, brillano gli occhi quando parla del figlio, e quando gli si chiede se immagina un futuro nel calcio anche per lui la risposta è tutt’altro che scontata: “Per mio figlio nessuna aspettativa o forzatura, farà quello che il destino gli riserverà e soprattutto dovrà seguire le proprie passioni. Se gli chiedi cosa vuole fare da grande ti dice il paleontologo, e mi auguro faccia quello. Quando viene alle mie partite – dice ridendo – fa tutto tranne che guardarmi, gioca con le lucertole e gli scarafaggi, rincorre gli uccellini... Ovviamente anche lui è appassionato di calcio, gioca nel Piombino Calcio con i suoi pari età, vuole fare il difensore centrale, si diverte, ride, suda e sta all'aria aperta con i suoi compagni di squadra, ma se avesse praticato il basket, come avrebbe voluto la mamma, o il rugby, sarebbe stato uguale, anzi meglio, visto che fisicamente è un "animale", è alto 15 cm più dei suoi amichetti e pesa il doppio”.

Sebastiano Miano segue molto il calcio giovanile, lontano dagli impegni da calciatore professionista che assorbono gran parte del tempo: collabora con il Piombino, “da grande” spera di poter continuare con i bambini magari partendo dal settore giovanile per la seconda parte della sua carriera. Già d’estate organizza campus estivi e gli piacerebbe proseguire con qualche società che appoggi i suoi progetti per i più piccoli. Dentro di sé, però, l’esperto difensore si sente ancora un giovane calciatore e lo spirito di competizione non gli manca: “Se io a quasi 41 anni gioco ancora, vuol dire che in giro c'è poca roba…” commenta scherzosamente.

Ritornando al match di domenica contro l’Acr Messina, nonostante l’esperienza e le molte battaglie sui campi da gioco, candidamente si confessa: “L’emozione sarà forte, quasi tutti i miei parenti verranno a vedermi, e per me che sono e sarò sempre un siciliano, giocare nella mia terra mi farà battere fortissimo il cuore. Amo la mia Sicilia ma dovrò battermi perché ci rimangono le ultime possibilità per fare bene e onorare il campionato”.
La chiacchierata si conclude con un abbraccio e una promessa “Voglio vederti domenica allo stadio, ma sia chiaro, vinco io!”.

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