Lunedì 28 Settembre 2020
L'epidemia provocò oltre 10mila vittime a Messina e nei suoi villaggi


Agosto 1854, il colera nella riviera jonica messinese

di Salvatore Coglitore | 14/08/2013 | STORIA

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Il 20 agosto del 1854 si sparse la notizia che a Messina due persone morirono di colera in modo fulmineo. Nei due giorni seguenti molti altri casi furono denunziati al Municipio. Non c’era più alcun dubbio: il terribile flagello aveva invaso la città, come già era successo nel 1834. Nella giornata del 26 il morbo provocò la morte di oltre 200 persone e 400 e passa nei giorni successivi. Il 31 agosto il contagio cominciò ad attenuarsi fino ai primi di ottobre, mese in cui il morbo scomparve completamente. Complessivamente a Messina e nei suoi villaggi si contarono 10.293 vittime (5504 maschie e 4.789 femmine). I cadaveri, visto l’alto numero, venivano bruciati nella spiaggia a Maregrosso dopo la foce del torrente Zaera. Si cercò di controllare il diffondersi dell’epidemia istituendo dei posti di blocco, così che nessuno potesse uscire dalla città e avviarsi verso i paesi della provincia. Tra i tanti, morì pure il sindaco di Messina, don Giuseppe Romeo e, per quanto riguarda la nostra riviera, morirono mentre erano in carcere, Gaetano e Stefano Interdonato, fratelli del colonnello garibaldino Giovanni di Nizza di Sicilia e il dott. Carmelo Pugliatti, insigne ostetrico, nato a Savoca ma residente a Santa Teresa nel quartiere Cantità. Anche in numerosi paesi della provincia il male si diffuse, quasi certamente perché portato da messinesi usciti dalla città quando i cordoni sanitari non erano ancora in piena efficienza.
La “Direzione Statistica in Sicilia” pubblicò un quadro della mortalità in tutta l’isola. Ecco l’elenco riguardante solo i paesi della riviera jonica che furono interessati dal “Cholera Morbus”, con il numero dei morti in totale, maschi e femmine:

Alì (con Alì Terme) 13 (5+8)
Casalvecchio 2 (1+1)
Gallodoro (con Letojanni) 2 (2+0)
Giardini 69 (32+37)
Guidomandri 9 (3+6)
Mandanici 5 (2+3)
Mongiuffi 18 (8+10)
Pagliara 4 (1+3 )
Roccafiorita 4 (3+1)
Roccalumera 7 (4+3)
San Ferdinando (Nizza di Sicilia) 32 (12+20)
Scaletta 4 (3+1)
Santa Teresa (con Furci) 9 (6+3)
Taormina 27 (17+10)

Come si nota Giardini ha avuto nel versante jonico il più alto numero di vittime, ben 69! Mentre, nel versante tirrenico è stato Santo Stefano di Camastra il Comune con il più alto numero di morti: ben 137 (66+71). Per quanto riguarda Santa Teresa possiamo aggiungere che il neo comune aveva appena conquistato l’autonomia da Savoca a partire dal 1° gennaio 1854; giusto il tempo di organizzarsi che venne colpito dal colera. Una delle vittime del colera fu Paolo Restuccia (Santo Stefano Briga 1815- Santa Teresa 1854), già sindaco del suo paese natio, fu un rivoluzionario antiborbonico, che da aprile 1850 era recluso nel bagno penale di S.Teresa e dove a causa del colera morì nel settembre 1854.

 

Istruzioni del 1836 per difendersi dal colera in Sicilia

Più informazioni: salvatore coglitore  storia  


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