Martedì 26 Marzo 2019
Incontro a Palermo: chiesto l'intervento specifico del presidente della Regione


Rifiuti, nessun accordo tra sindaci e discarica. Da febbraio addio all'Ato Me4

di Andrea Rifatto | 08/12/2018 | AMBIENTE

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I sindaci al Dipartimento Rifiuti

Sono tornati da Palermo senza soluzioni concrete i sindaci dei comuni soci dell’Ato Me4, convocati dal dirigente del Dipartimento regionale Acque e Rifiuti, Salvo Cocina, per cercare di uscire dalla crisi relativa allo smaltimento nella discarica Sicula Trasporti di Catania, che da martedì chiuderà i cancelli a 27 centri jonici e dell’Alcantara per il debito da 3 milioni di euro con l’Ato. All’incontro in Assessorato erano presenti una ventina di sindaci o loro delegati (tra gli assenti Itala, Mandanici, S. Domenica Vittoria e Francavilla). La novità principale riguarda proprio l’Ambito territoriale ottimale, da diversi anni in liquidazione, che dall’1 febbraio cesserà di gestire il servizio rifiuti nei comuni, che se ne occuperanno singolarmente in house. “La decisione dei sindaci è stata condivisa dal Dipartimento – spiega Cocina – le amministrazioni locali utilizzeranno i lavoratori Ato ma i Comuni avranno per intero la responsabilità del servizio”. Sindaci e dirigente, alla presenza del commissario straordinario dell’Ato Francesco Mannone e del liquidatore Leonardo Racco, dopo aver discusso per tre ore la questione hanno proposto alla Sicula di valutare le singole posizioni dei Comuni e di far accedere in discarica chi non è moroso: “Ciò per evitare di penalizzare chi è in regola – aggiunge Cocina (nella foto a fianco) – noi abbiamo comunque proposto come alternativa la discarica di Bellolampo a Palermo, cosicché gli enti non siano sotto scacco”. Soluzione che aumenterebbe però i costi per i Comuni, vista la distanza. Alla Sicula Trasporti il dirigente regionale ha fatto presente che in caso di smaltimento in un altro sito, rischierebbe di perdere gli incassi dei Comuni puntuali con i pagamenti ma il dirigente della società catanese, Marco Morabito, è irremovibile e vuole che anche chi ritiene di non avere debiti risponda per gli altri, essendo tutti soci Ato. “Non ci è giunta una proposta transattiva concreta – dice Morabito – e i sindaci non vogliono cederci il credito perché sostengono di avere diversi pignoramenti a cui devono far fronte. Attendiamo proposte valutabili, dicono di aver versato le somme all’Ato ma noi non le abbiamo ricevute. Se ci dimostreranno di poter coprire tutti i debiti e ciò verrà certificato ne possiamo parlare, ma al momento non cambia nulla. La nostra discarica è privata – aggiunge – se Musumeci farà un’ordinanza per imporci di aprire dovrà valutare tutti gli aspetti della questione”.

Proprio dal presidente della Regione, infatti, i sindaci attendono risposte: “Ci aspettiamo un’apposita ordinanza – spiega Davide Paratore, primo cittadino di Antillo – per fare entrare in discarica i Comuni in regola con i pagamenti fino al 30 giugno”. Dunque all'inizio della prossima settimana potrebbero arrivare novità. Sulla nomina dei commissari ad acta per recuperare i crediti dell’Ato Me da 25 comuni (Antillo, Fiumedinisi, Castelmola, Forza d’Agrò, Francavilla, Gaggi, Gallodoro, Giardini, Graniti, Itala, Letojanni, Malvagna, Mandanici, Mojo Alcantara, Motta Camastra, Nizza, Pagliara, Roccalumera, Roccella Valdemone, S. Domenica Vittoria, S. Teresa, S. Alessio, Savoca, Scaletta e Taormina) ieri i sindaci, alcuni dei quali contestano da anni le fatture per servizi che ritengono non siano stati svolti, hanno ricevuto rassicurazioni che non appena l’Ato certificherà quali sono gli enti in regola, i commissari verranno bloccati e non si insedieranno. La buona notizia di ieri è che i liquidatori Leonardo Racco, Alessandro Di Tommaso e Francesco Bondì hanno potuto aderire alla rottamazione ter della cartella da 6 milioni versando le due rate della “bis” per un totale di 472mila euro, di cui 442mila “prestati” dalla gestione commissariale, evitando così un danno da 3 milioni di euro che sarebbe ricaduto sulle amministrazioni locali.


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