Martedì 17 Settembre 2019
La Regione avvia l'iter per mettere in sicurezza l'argine dopo l'alluvione del 2015


Furci, via alla progettazione per svuotare il torrente Pagliara e ripascere la spiaggia

di Andrea Rifatto | 10/07/2019 | ATTUALITÀ

583 Lettori unici | Commenti 1

Il progetto dell'intervento

Entrano le vivo le procedure per la messa in sicurezza del torrente Pagliara, che divide Furci e Roccalumera. Il Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico ha indetto ieri la gara per la progettazione dei lavori di sistemazione idraulica dell’alveo, che prevedono un intervento di scavo e asportazione del materiale volto a liberare il torrente dall'enorme massa di detriti – che dopo un'opportuna caratterizzazione e la necessaria verifica di compatibilità potranno essere utilizzati per il ripascimento del litorale limitrofo - e la realizzazione di tre scogliere di massi di grosse dimensioni e calcestruzzo da posare sulla sponda furcese, in grado di resistere a sollecitazioni elevate e che saranno rinverdite con prato e talee di salice. La procedura aperta per affidare indagini geologiche, geotecniche, studi e attività di campo, studio geologico, progettazione definitiva, progettazione esecutiva, coordinamento sicurezza in fase di progettazione, direzione lavori, coordinamento sicurezza in fase di esecuzione sarà affidata con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa con base d’asta di 125mila euro, mentre il finanziamento complessivo ammonta a 3 milioni di euro provenienti dal Patto per il Sud. Responsabile unico del procedimento è l'architetto Claudio Crisafulli, dirigente dell'Ufficio tecnico comunale di Furci. Le offerte dei professionisti dovranno essere presentate entro il 5 settembre alla Struttura commissariale.

Nel 2015 il torrente esondò e invase l’abitato di Furci (LEGGI QUI) a causa dell'accumulo di detriti protrattosi negli anni, riversando acqua e fango sul lungomare e sulla Strada statale 114, lambendo diverse abitazioni. Al di là del desolante tappeto di scorie e di fango che le acque riversarono sulla terraferma, i danni in quell'occasione risultarono fortunatamente limitati, ma i tecnici hanno appurato che, in un decennio, il letto del fiume si è già alzato in alcuni punti fino a un metro. La Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico, guidata dal presidente della Regione Nello Musumeci e diretta da Maurizio Croce, ha dunque pubblicato la gara per progettare la sistemazione idraulica del corso d'acqua.


COMMENTI

fahrenheit | il 10/07/2019 alle 22:49:55

Negli ultimi decenni l’Ufficio de Genio Civile, organo preposto alla tutela dei corsi d’acqua, ha autorizzato lavori su entrambe le sponde che hanno determinato il restringimento dell’alveo del torrente in prossimità della foce dai circa 150 metri agli attuali 70 metri in corrispondenza dell'attraversamento della strada SS114 e della ferrovia. Adesso si dà la colpa ad una innocua ma preziosa passerella

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